Uno sportello antiracket e servizi legali nel protocollo tra comune di Villabate e Centro studi “Pio La Torre”

Pio La Torre

Pio La Torre

Un programma pluriennale di attività in materia di sensibilizzazione dei cittadini al rispetto delle regole, della legalità e della partecipazione di tutti alla vita civile, sociale, politica ed economica, all’interno del quale prevedere la nascita di uno sportello antiracket, così come l’istituzione di un servizio legale e di gratuito patrocinio per la costituzione civile in giudizio in eventuali procedimenti giudiziari che coinvolgono il territorio villabatese.

Ma anche un’intensa e capillare attività formativa – culturale, di studio e ricerca che coinvolga gli studenti e non solo. Ecco quanto offrirà il Centro studi e iniziative culturali “Pio La Torre” di Palermo al Comune di Villabate grazie a un protocollo d’intesa che verrà siglato alle 9 di domani, mercoledì 2 aprile, nella sede di viale Europa 142.

A partecipare a questo importante momento saranno: il Presidente del Centro “Pio la Torre”, Vito Lo Monaco, fresco di premio “Rocco Chinnici”; il sindaco di Villabate, Francesco Cerrito; l’assessore alla Cultura, Francesco Giglio; Giuseppina Tesauro, esperta di Politiche per la Legalità. Sarà l’occasione per illustrare il percorso che unirà le due realtà annunciando la prima delle tante iniziative in programma, e cioè l’assistenza legale per la costituzione di parte civile del Centro “Pio La Torre” al processo per mafia denominato “Argo”, che si celebra al carcere Pagliarelli di Palermo contro il clan di Bagheria e vede ammessi anche i comuni di Altavilla Milicia, Bagheria, Casteldaccia, Ficarazzi e Villabate. Amministrazioni che hanno affidato la propria costituzione al servizio legale del Centro Studi dedicato al sindacalista, ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 insieme al suo fidato autista e amico Rosario Di Salvo. Riconosciuta parte civile anche l’Associazione antiracket e antiusura del comprensiorio bagherese.

“Un coordinamento e un risultato promosso dal nostro centro – dichiara il presidente Lo Monaco – che in questi mesi è stato impegnato in numerose iniziative nel territorio, dalla marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia, a cui è stata intitolata la strada provinciale 88, agli incontri con le scuole e la cittadinanza della zona. Attività che hanno contribuito al rilancio della lotta antimafia nel comprensorio”.

Vito Lo Monaco

Vito Lo Monaco

La necessità di un protocollo non nasce certo dall’oggi al domani. Da sempre il territorio di Villabate è particolarmente esposto a fenomeni di criminalità organizzata che ne hanno impedito un reale sviluppo economico, sociale e culturale, senza dare possibilità di definire i concetti di cittadinanza, di legalità e di democrazia.

Forte, quindi, il bisogno di educare alla democrazia, alla legalità, alla pace e ai diritti umani, attraverso il rispetto delle regole e nella partecipazione di tutti i cittadini alla vita civile, sociale, politica ed economica. Attività e percorsi da sempre nelle corde di questa realtà che, tra le sue finalità ha la promozione della cultura della legalità e la costruzione di una coscienza critica antimafiosa sopratutto tra i giovani. Il tutto sempre nel ricordo dell’eredità che giunge dall’impegno di Pio La Torre.

Obiettivi perseguiti attraverso un costante lavoro con le scuole medie superiori italiane e europee, che partecipano in videoconferenza a un progetto educativo che punta ad approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso nei suoi rapporti con la politica, l’economia, le istituzioni e la società. A questo si aggiunge: la somministrazione agli stessi giovani di un questionario sulla loro percezione della criminalità organizzata, per adeguare l’azione di informazione e formazione; l’attività di ricerca a più ampio raggio in collaborazione con l’Università di Palermo; la pubblicazione di studi e ricerche; l’organizzazione di incontri con i vari stakeholder impegnati nella prevenzione e nel contrasto al crimine organizzato. Ma anche la promozione di laboratori teatrali; l’organizzazione di mostre fotografiche per ricordare la figura di Pio La Torre; la pubblicazione del settimanale online “asud’europa”, che registra circa 40mila lettori; infine, visite guidate sui beni confiscati e gestiti dalle cooperative sociali.

Non può essere dimenticato neanche l’importante contributo dato all’animazione del “Portale digitale Pio La Torre”, promosso dalla Fondazione della Camera e dalla Commissione antimafia in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.

Insomma, un percorso indiscusso e indiscutibile, che fa del Centro Studi “Pio La Torre” una realtà e una risorsa preziosa non solo per la nostra terra. Soprattutto se e quando si vogliono conoscere non solo le pagine più buie della nostra storia, ma anche quelle che hanno dato lustro al nostro Paese attraverso l’impegno e la passione di figure emblematiche che hanno sempre creduto in quel che facevano e che purtroppo, proprio per questo loro profondo senso del dovere, hanno sacrificato la stessa vita.

Gilda Sciortino

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