L’incendio della Triangle Waist del 1911, per la prima volta nel libro di Ester Rizzo. Oggi, in anteprima, a Palazzo Steri

camicette bianche libroIl 25 Marzo 1911, all’Asch Building di Washington Place, a New York, bruciava la Triangle Waist Company, una fabbrica di camicette bianche in cui lavoravano in prevalenza donne emigrate. Una tragedia in cui persero la vita 146 persone, 126 delle quali donne: 38 erano italiane e 24 venivano dalla Sicilia. Tantissime erano ancora giovanissime.

E proprio per ridare dignità alle vittime del rogo e andare “oltre l’8 marzo”, restituendo loro non una memoria indistinta e generica, ma un ricordo tangibile, che è nato il progetto del libro “Camicette bianche. Oltre l’ 8 marzo” di Ester Rizzo, edito dalla Navarra, che verrà presentato in anteprima assoluta a Palermo, alle 18.30 di oggi, nell’Aula Magna di Palazzo Steri.

Un vero e proprio evento, quello odierno, che vuole riconsegnare alle donne il posto che meritano nella storia del nostro Paese, raccontando una storia, una tragedia dimenticata, ma soprattutto riportando in vita il vissuto delle sue vittime, che non avevano alcuna colpa se non quella di volere lavorare.

A distanza di un secolo, l’autrice tesse la trama di quelle esistenze, il cui epilogo fu infelice: storie di sfruttamento, di migrazione e di abbandono della propria terra, alla ricerca di una più fortunata concretezza, trasformatasi invece in morte. Un lavoro, questo, che vuole scuotere la nostra coscienza nazionale, mettendoci di fronte ai vissuti delle vittime. Come quello di Clotilde Terranova, originaria di Licata, che emigrò insieme al fratello Ignazio per raggiungere la sorella minore Rosa, già a New York da anni. Lavorava al decimo piano della fabbrica quando le fiamme divamparono e, presa dal panico, si gettò nel vuoto.

Proprio da Clotilde parte la ricerca dell’autrice lungo le vie dei paesi siciliani, così come della Puglia, della Campania e della Basilicata, dove nacquero tutte quelle donne: per rendere loro dignità, dare dei nomi e dei volti, scoprire i motivi di quel viaggio della speranza, terminato nelle fiamme.

«Questo libro nasce sicuramente da un atto d’amore – scrive in una nota al libro Ester Rizzo -. Amore verso le giovani vite spezzate che trovarono la morte in modo così terribile e quasi del tutto dimenticate. Amore per i migranti di tutti i tempi e di tutti i mari, per ricordare che i confini sono solo delle “invenzioni umane” e che la Terra appartiene a tutti. Amore per tutte le donne che hanno lottato con tenacia per migliorare il mondo, così come per tutti quelli che alimentano la fiamma del ricordo affinché il passato possa servire per migliorare il presente. Amore per la giustizia ma anche per il perdono, perché l’odio non prevalga mai e non soffochi la nostra umanità. Amore per tutte le donne ultime fra gli ultimi, vittime di quotidiana violenza e discriminazione».

La volontà di rendere onore alla loro memoria non si ferma, però, qui. Partendo da tutte queste storie, il Gruppo Toponomastica Femminile insieme all’autrice Ester Rizzo e all’editore, Ottavio Navarra, ha lanciato una petizione, che chiede a tutte le amministrazioni comunali italiane, che hanno dato i natali a ognuna di esse, di ricordarle attraverso l’intitolazione di una piazza, una via, un giardino o altro luogo di pubblico interesse.libro donne

“Ancora più tragico il fatto che il processo a cui furono sottoposti i proprietari della fabbrica si concluse senza rendere loro giustizia – si legge nella petizione che si potrà firmare in occasione della presentazione del libro, ma anche online sulla piattaforma change.org, all’indirizzo https://www.change.org/it/petizioni/franco-curto-ridiamo-dignità-alle-donne-vittime-dell-incendio-della-triangle-waist-2 -. Erano donne sfruttate: dall’Italia, di cui divennero spesso la colonna portante di una fragile economia nazionale che si resse sui proventi del loro lavoro; ma anche dal Paese di accoglienza, l’America, in cui trovarono la morte per pochi dollari alla settimana. Il fuoco ha bruciato anche il ricordo di esistenze invisibili, troppo presto rimosse. Le loro vite e la loro tragica morte richiamano ingiustizie sociali che esistono ancora oggi. E’ solo grazie al loro sacrificio che si sono conquistati diritti e norme nuove in campo di sicurezza del lavoro. L’incendio della Triangle è uno degli eventi che si ricorda l’otto Marzo, Giornata Internazionale della Donna”.

Alla presentazione del libro, questo pomeriggio, oltre a Ester Rizzo e Ottavio Navarra, sarà presente la scrittrice Giuseppina Tripodi, membro CdA della Fondazione “Levi-Montalcini Onlus” e autrice della prefazione. Modererà il dibattito Silvana Polizzi. Porteranno, inoltre, la loro testimonianza: Salvatore Cirone, di Casteldaccia, nipote di Provvidenza Bucalo Panno, una delle due vittime di questo paese; e Liliana La Magra di Castrofilippo, lontana parente di Calogera (detta Lilla) Baio, vittima a tutt’oggi non ancora ufficialmente identificata.

Interverrà anche il sindaco del Comune di Sambuca di Sicilia, Leonardo Ciaccio, che ha decido di accogliere l’appello e intitolare una via del paese a Rosa e Caterina Bona, due sorelle originarie di Sambuca, morte insieme nell’incendio.

Gilda Sciortino

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