A 32 anni dalla morte di Pio La Torre e Rosario Di Salvo gli studenti palermitani adottano la loro lapide per prendersene cura

pio la torreErano le 9.30 circa del 30 aprile 1982 quando la macchina guidata da Rosario Di Salvo, nella quale si trovava Pio La Torre, veniva bloccata e colpita da alcune raffiche di proiettili. Immediata la morte del segretario regionale del Pci in Sicilia, di poco dopo quella del suo fedele amico e autista.

Un omicidio, rivendicato dai Gruppi proletari organizzati, ma indicato dai pentiti Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia, Gaspare Mutolo e Pino Marchese come delitto di mafia. Fu: dovuto al suo complessivo impegno sul fronte antimafia, specificamente per il disegno di legge che prevedeva per la prima volta il reato di “associazione mafiosa” e la confisca dei beni mafiosi. Un’introduzione non da poco nell’ordinamento giuridico, grazie al quale da tempo i patrimoni di cosa nostra tornano in possesso, anche se non con la velocità con cui dovrebbero, della società civile.

E’ del ’95 la condanna all’ergastolo dei boss mandanti dell’omicidio La Torre: i boss Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci.

«Simbolicamente il sacrificio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo – scrive Vito Lo Monaco nel suo editoriale sull’’ultimo numero di settimanale online “A Sud’Europa” – rinsalda il legame ideale e storico tra la lotta per la democrazia e quella per il riscatto del lavoro. Ai principi della libertà e del lavoro dedicarono il loro impegno sociale e politico fino al sacrificio della vita. In questo quadro, l’impegno antimafia di Pio La Torre, assieme ai tanti suoi compagni e amici – comunisti, socialisti, cattolici, laici – fu una scelta politica conseguente: la difesa dei deboli, dei contadini contro il feudo e gli agrari, degli operai supersfruttati, dei senza casa, delle imprese tartassate dal parassitismo mafioso e dalla concorrenza degli imprenditori collusi con la mafia. Furono antimafiosi perchè erano per la democrazia e contro ogni ingiustizia sociale. Cosa rimane, oggi, della lezione etica e politica di La Torre? Intanto, l’autonomia della politica al servizio degli interessi generali dello sviluppo democratico del paese, secondo una ben precisa visione ideale, senza mai delegare ad altri poteri la funzione squisitamente politica di organizzare il consenso sociale per prevenire le degenerazioni strutturali del sistema come la mafia. Ad altri poteri esecutori l’applicazione delle leggi per reprimere i reati».

Come ogni anno il 30 aprile, questa volta in collaborazione con il Comune di Palermo e l’adesione del Partito democratico, il Centro “Pio La Torre” celebrerà l’ importante anniversario, 32 anni, ricordando entrambi con tutti gli onori che meritano.

Alle 9 ci si ritroverà davanti la lapide sul luogo dell’eccidio, in via Li Muli, vicino piazza Generale Turba, insieme agli studenti del Progetto Educativo Antimafia portato avanti dallo stesso centro studi, ai familiari e alle autorità politiche e istituzionali. Saranno scoperte le foto, restaurate grazie al Comune di Palermo, e sarà simbolicamente consegnato il testimone agli alunni della scuola elementare della Quarta circoscrizione che hanno decido di adottare la lapide e di prendersene cura. E saranno loro stessi a deporre sul luogo dell’omicidio 32 fiori, tanto quanti sono gli anni trascorsi dal quel 30 aprile del 1982.

Alla manifestazione prenderanno parte i figli Tiziana Di Salvo e Franco La Torre; Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd; Rosy Bindi, presidente della Commissione Nazionale Antimafia; Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana; Leoluca Orlando, sindaco di Palermo.

Vito Lo Monaco

Vito Lo Monaco

Nel pomeriggio ci si sposterà al Teatro Dante dove gli studenti del Liceo Classico “Vittorio Emanuele” di Palermo, insieme a un gruppo di precari della Cgil di Palermo, reciteranno e canteranno in onore delle vittime di mafia e del lavoro, mettendo in scena lo spettacolo teatrale “Mezzo secolo breve. Storia dell’Italia degli ultimi cinquant’anni, vista cantata e raccontata”, con la regia di Roberto Lopez, maestro di coro Alba Lizio. In collaborazione con la Cgil e a cura della SLC Cgil Pa, infine, sarà presentato lo spettacolo “La coscienza contro il precariato”.

«Come scriveva Camilleri – conclude Lo Monaco – La Torre fu un siciliano di scoglio che, se si metteva in mare, poteva scoprire l’America. Un altro grande scrittore, Vincenzo Consolo, gli ha dedicato la sua ultima fatica letteraria, peraltro donata al Centro, indicandola all’Italia come “orgoglio di Sicilia”. Non dimentichino la loro lezione, quanti andranno al Parlamento Europeo, facendo della prossima legislatura l’occasione per varare una legislazione europea e una procura antimafia secondo il modello italiano. Da parte sua il Governo nazionale, dopo la positiva approvazione del 416 ter, mantenga la promessa di presentare entro giugno le proposte di riforma della giustizia, della gestione dei beni confiscati, delle misure contro la corruzione, il riciclaggio, l’autoriciclaggio. Ascolti, però, anche quelle associazioni antimafia, che hanno contribuito con il loro volontario impegno a far crescere».

E che, quindi, portano con loro gli ideali, per difendere i quali Pio La Torre dovette sacrificare la propria vita.

La manifestazione pomeridiana del 30 aprile sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del Centro Studi “Pio La Torre” (www.piolatorre.it) e sul portale legalità dell’Ansa (www.ansa.it/legalita).

Gilda Sciortino

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