L’attrice Marta Bevilacqua dirige i talentuosi alunni della media “Rapisardi-Garibaldi” tra l’arte e la storia spagnola

"Guernica" di Picasso

“Guernica” di Picasso

Convincere i personaggi di alcuni quadri ad abbandonare le tele e andare fuori per le strade a raccontare chi sono, da dove vengono, chi e cosa rappresentano. Salvando in tal modo la memoria, senza la quale non potere conoscere le cose belle e le cose brutte che sono esistite prima di noi. Perché il passato è dove cammina il presente, il segnale che ci indica dove si trova il futuro.

E’ l’obiettivo che si pone Maribel, una simpatica ragazzina dei giorni nostri, rapita da alcuni folletti del 2537, tornati indietro nel tempo per compiere una missione veramente difficile.

Una storia per nulla semplice, tutta raccontata e recitata in spagnolo, messa in scena dagli alunni dell’Istituto comprensivo statale “Rapisardi – Garibaldi” nell’ambito del Pon di potenziamento della lingua spagnola.

“La memoria Atrapada Por la Tela” è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Marta Bevilacqua, la cui esperienza di attrice si è sviluppata all’Accademia di Arte drammatica di Valencia, vedendola decidere di rimanere in Spagna per un altro anno per seguire la compagnia che aveva fondato con alcuni colleghi.

Ad affiancarla in questa avventura palermitana diverse figure: la tutor interna della scuola, la professoressa Daniela Vaccaro; Pierluca Fara, per quel che riguarda lo sviluppo del progetto audiovisivo; Viola Mondello, sound design; la professoressa Calò, che ha collaborato con la realizzazione dei fucili; Francesca D’Angelo, Francesco Tilotta e Alessandro Calisti, per gli abiti e gli arredi di scena. Sul palco, una selezione degli alunni maggiormente portati per la lingua spagnola.

«Il fatto che dovrebbero essere i migliori – spiega la Bevilacqua – è dimostrato dallo splendido lavoro che abbiamo fatto tutti insieme. E’ stato un percorso che ha aiutato i ragazzi anche dal punto di vista dell’espressività e della creatività, oggi carente in diversi di loro. E’, però, un problema generazionale perché, per esempio, molti di noi allo loro età non avevamo bisogno di così tanti stimoli e sollecitazioni per esprimere tutto il nostro mondo interiore».

Ma qual è il messaggio che vuole passare attraverso questo lavoro?

«Che è importante salvare la memoria – risponde la tutor esterna – perché, senza di essa, siamo vuoti e non possiamo guardare al futuro».

Un viaggio, dunque, da “Las Meninas” a “Los fucilamientos del tres de mayo”, che si conclude con “Guernica”, vedendo coinvolti e partecipi tutti questi giovani protagonisti, per nulla incerti ed emozionati, anzi sembrando di navigata e comprovata esperienza. Alcuni, poi, giocando più ruoli.

«Nella terza scena faccio la regina, in un’altra il morto e nella settima il soldato – dice Giuliana La Barbera -. Ho recitato per la prima volta ed è stata una bellissima esperienza, grazie alla quale ho conosciuto gente nuova. Abbiamo, infatti, avuto l’opportunità di stringere nuovi rapporti, che spero continueranno nel tempo»..

.Ad accompagnare il viaggio di Maribel due simpatici folletti, che introducono la storia spiegando al pubblico cosa accadrà. Solo per questa volta in lingua italiana.

«A entrare in scena siamo per primi io e Giorgio Gambino – afferma, assolutamente sicuro di se, Francesco Lumia – restando comunque sul palcoscenico per quasi tutta la durata dello spettacolo. Accompagniamo Maribel lungo il viaggio che compie, standole accanto e guidando i suoi passi. E’ stato molto bello partecipare a questo progetto».

«All’inizio di questa avventura, a scuola, ci hanno chiesto a cosa, secondo noi, poteva servirci fare teatro – si inserisce con energia Fiamma Cusumano – e io ho avuto l’imbarazzo della scelta perché mi piace tutto. Ci sono molti miei amici che recitano e volevo provare anch’io».

Ovviamente non sono state sempre rose e fiori. «Lo devo ammettere – confessa Tiziana Stephan, la dolce Maribel -, è stato difficile imparare tutte queste parole in spagnolo. Alla fine, però, i risultati ci sono stati e li potete vedere molto chiaramente”.

Risultati ovviamente dovuti non solo alla versatilità dei giovani attori, ma anche alla pazienza della tutor, peraltro confermata dalla sua stessa “compagnia”.

«Marta è stata brava – precisa Marco Garofalo – perché ci ha capiti tutti, ma anche perché eravamo indietro con il programma e ci ha fatto fare ore in più. Tra le altre cose, senza essere pagata per questo impegno ulteriore».

Un testo che ha già fatto parlare per la sua profondità, tra le altre cose inserendosi perfettamente in una settimana difficile come questa, nella quale la memoria, soprattutto il 23 maggio, farà da padrona.

Chi, dunque, vorrà assistere allo spettacolo potrà farlo alle 18.30 di oggi, lunedì 19 maggio, come per la presentazione ufficiale nuovamente all’Auditorium dell’Istituto Cusimano, in via Giacomo Cusimano 43. Vista la qualità, però, siamo sicuri che altri appuntamenti si susseguiranno a breve, dando modo a chi si sta perdendo le prime due uscite pubbliche di godere di uno spettacolo che fa dimenticare subito che a recitare sono bambini.

Tutti eccezionali, tutti promettenti, quindi da citare. In ordine di apparizione: Francesco Tilotta, Davide Cirafici,  Elisa Galasso, Doris Pacuvio, Aurora La Parola, Alessandro Calisti, Letizia Di Marco, Andrea Zambito, Enrico Capri, Laura Lo Castro, Alexandra Popov, Eleonora Mogavero, Mariapaola Guadagni e Lucia Micalizio.

Merito loro, questa bravura, anche se in modo particolare di Marta Bevilacqua, sapente consigliera di talenti che stanno appena sbocciando e che, non si sa mai, potrebbe essere proprio lei a crescere e portare alla maturità compiuta.

Gilda Sciortino

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