I racconti “in viaggio” di autori e narratori palermitani, nell’ultima rassegna di Mimmo Cuticchio. Sino all’1 giugno nell’ex chiesa di San Mattia

narrareIl racconto declinato in tutte le sue forme per dare un contributo alla narrazione. A partire dal nucleo fondante del cunto per allargare la visione anche alle storie narrate con la scrittura o attraverso altri linguaggi: dal teatro di figura alla musica, dalle arti visive ai nuovi media.

Questo, ma anche molto altro, sarà “Narratori in viaggio”, la nuova rassegna dei Figli d’Arte Cuticchio, pensata ed ideata da Mimmo Cuticchio, in programma da oggi, martedì 27 maggio, a domenica 1 giugno all’ex Chiesa di San Mattia, in via Torremuzza 30, all’interno del cui spazio gli scrittori presenteranno i narratori e viceversa, ascoltando a vicenda giornalisti, attori, personaggi che con la parola e la narrazione hanno quotidianamente a che fare per lavoro ma anche per diletto, per amore del narrare e del porgere se stessi attraverso pensieri e storie di ogni genere.

Cinque autori (Giorgio Vasta, Franco La Cecla, Beatrice Monroy, Giosuè Calaciura, Tiziana Lo Porto), tutti nati a Palermo e fortemente legati alla città, presenteranno, ogni pomeriggio, il proprio metodo di scrittura, spiegando come nasce un racconto, come si sviluppa l’esigenza di raccontare una storia che fa parte del proprio vissuto o che appartiene a tutti; la sera, invece, toccherà ai narratori (Marco Baliani, Elena Guerrini, Gaspare Balsamo, Alessio Di Modica, Yousif Latif Jaralla, Valentina Vecchio, Paola Pace, Luì Angelini, Mario Barzaghi, come anche lo stesso Mimmo Cuticchio), pronti a raccogliere le pagine scritte e a tradurle sul palcoscenico. Gli uni e gli altri indistintamente guarderanno alla narrazione, rivolgendosi i primi contemporaneamente a un pubblico ampio, mentre i secondi a molte più persone, anche se scelte una a una.

Mimmo Cuticchio

Mimmo Cuticchio

«Preparare un cartellone sulla narrazione, significa per me proseguire sul cammino di Omero, il più noto dei cantori greci – spiega Mimmo Cuticchio -. Cambiano le forme, ma il principio e l’impulso che animano gli artisti del racconto rimangono gli stessi. Per questi autori la scrittura è spesso testimonianza di un viaggio: simbolico, immaginario o reale. Il desiderio di affrontare questo tema è dettato dal fatto che, negli ultimi anni, molti giovani attori, ma anche molti scrittori, hanno indirizzato il loro lavoro proprio sulla narrazione. La nostra esperienza in giro per il mondo ci conferma, inoltre, che si può ancora pensare al teatro di parola, sia in Oriente sia in Occidente, purché si tratti di teatro di narrazione. Crediamo che in un’epoca nella quale i video, i computer e i social network condizionano pesantemente il quotidiano, le scelte di vita e le relazioni interpersonali, il racconto possa ancora stimolare la fantasia e sviluppare l’immaginario».

A coordinare gli incontri (tutti a ingresso libero, mentre per gli spettacoli serali il costo del biglietto sarà di soli 5 euro) con gli scrittori/narratori saranno Roberto Giambrone e Guido Valdini, mentre quelli con gli attori/narratori Mimmo Cuticchio.

Aprirà le danze, questo pomeriggio, lo scrittore e antropologo palermitano Franco La Cecla con “Falsomiele, il diavolo, Palermo”, sorta di conferenza spettacolo accompagnata dalle musiche e dalle immagini di Gianni Gebbia, insieme a Diego Spitaleri, Iride e Paolo Valerio Mosco. Una piccola piéce maniacale liberamente tratta dal suo omonimo romanzo: un miniFaust globalizzato e provinciale, stretto e scomodo nell’amplesso con la Palermo decadente del terzo millennio.

Gianni Gebbia e Diego Spitaleri

Gianni Gebbia e Diego Spitaleri

Alle 21, invece, tornerà a Palermo, dopo oltre quindici anni, uno degli spettacoli storici di Marco Baliani, quel “Kohlhaas” che nel 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, diede vita al teatro di narrazione di matrice italiana. Tratto dal racconto di Heinrich von Kleist, “Michael Kohlhaas”, narra la storia, realmente accaduta nella Germania del 1500, di un mercante di cavalli, vittima della corruzione dominante della giustizia statale.

Attraverso la sua mimica e la gestualità, Marco Baliani riesce a coinvolgere anche lo spettatore più distratto, facendogli immaginare i cavalli del protagonista, le sue paure, la sua sete, la sua vana attesa di giustizia e la decisione finale di scegliere il cappio di una forca. Ingredienti come fantasia, libertà, immaginazione danno vita alla parabola di un uomo che conosce la giustizia solo nel momento in cui viene giustiziato e che ha come antagonista un principe che è pronto ad umiliarsi per possedere il potere.

Ricco il programma di questa settimana che alle 11 di domani, mercoledì 28 maggio, darà a chi lo ama la possibilità di confrontarsi con lo stesso Baliani. Nel pomeriggio, invece, sempre nell’oratorio di San Mattia, si potrà partecipare all’incontro con Giorgio Vasta, dal titolo “Unire Separare Perdere Accumulare”, condotto da Roberto Giambrone.

Sempre domani, ma alle 19, sarà la volta dello spettacolo “Don Chisciotte in Sicilia”, di e con Gaspare Baldamo, mentre alle 21 di quello con Elena Guerrini, dal titolo “Orti Insorti”. Entrambi gli autori e attori si fermeranno con il pubblico alle 11 di giovedì.

Monroy

Beatrice Monroy

Giornata altrettanto ricca, quella del 29, anche per l’incontro che Guido Valdini animerà con e per Beatrice Monroy, dal titolo “Storie da chi scrive a chi legge”, durante il quale la scrittrice e regista palermitana racconterà come sono nati suoi due libri, “Oltre il vasto Oceano” e “Ragazzo di razza incerta”. Due testi molto diversi tra di loro, le cui storie sono rimaste per decenni nella mente e nel cuore dell’autrice prima di cominciare a vivere attraverso la scrittura.

La Monroy spiegherà cosa ha significato per lei portarle a galla, farle emergere e trasformarle in racconto scritto, rievocando insieme ai presenti fatti imprescindibili dal flusso della memoria, della narrazione orale trasmessa da una generazione all’altra.

Il programma di giovedì 29 si concluderà con due spettacoli: alle 19, “Sancio Panza e Non Chisciotte” di e con Mario Barzaghi; alle 21 “Melodia Primordiale – Demetra e Kore”, di e con Paola Pace. A entrambi si potranno fare tutte le domande che si vorranno alle 11 del giorno dopo. Ed è alle 17 di venerdì 30 che Roberto Giambrone condurrà “Superzelda – La vita disegnata di Zelda Fitzgerald” con Tiziana Lo Porto, al cui spettacolo seguirà quello di Valentina Vecchio, dal titolo “La leggenda dell’Olivo”, in programma alle 19.

Alle 21, invece, andrà in scena Alessio Modica con “Etna. Storie popolari alle pendici del vulcano”. Autore che si potrà incontrare alle 11 di sabato 31, giornata in cui Guido Valdini dialogherà con Giosuè Calaciura nel corso di un appuntamento dal titolo “Incontro Palermo. Ovvero l’omerta’ narrativa”, nell’ambito del quale Giuditta Perriera leggerà un passo tratto dal suo romanzo. A partire da un racconto sui bombardamenti del maggio ’43, il giornalista palermitano parlerà della difficoltà dei suoi concittadini a narrare la propria epica, la guerra alla mafia, il pudore di narrare se stessi, l’omertà di affrontare la loro stessa città come metafora. A differenza del giornalismo, che di Palermo e dei palermitani ha fatto un vero e proprio canone.

In programma, alle 19, “ Oggetti da favola” di e con Luì Angelini, ovvero fiabe come “Cappuccetto Rosso” e “I tre porcellini” raccontate attraverso oggetti recuperati: catini di plastica, contenitori per alimenti, cassette della frutta e spazzatura.

Jaralla

Yousif Latif Jaralla

L’ultima giornata di questa non certo comune rassegna si aprirà alle 11 con lo spettacolo “Le mani Grez” di e con Yousif Latif Jaralla, concludendosi alle 19 con “Malaluna”, performance pensata e agita da Vincenzo Pirrotta, raccontando un luogo dell’anima, uno spazio apparentemente reale, occasione per fare un viaggio dentro la città di Palermo e la sua provincia, cercando di narrarla in un “concerto per voce sola”.

Inevitabile riflettere sul valore di una manifestazione di questo genere, ricca non solo di contenuti ma anche di umanità: quelle che animano e muovono da sempre i tanti artisti, registi, attori, scrittori, giornalisti e narratori del capoluogo siciliano, luogo tanto amato quanto odiato proprio per la sua incapacità di rendere veramente e profondamente merito al valore dei suoi figli. Coloro che la raccontano ogni giorno secondo il proprio angolo visuale, utilizzando i linguaggi che sono propri a ognuno di loro, tutti uniti dalla capacità di viaggiare e di farla viaggiare ovunque e comunque nel mondo.

E’, quindi, chiaro che il progetto sul “viaggio”, partito in questa occasione, non si esaurisce con la rassegna, ma continuerà con un laboratorio di narrazione propedeutico alla nuova edizione della Macchina dei sogni, in programma dal 31 luglio al 2 agosto all’Orto Botanico di Palermo.

Aspettando, dunque, questo ulteriore importante evento, ci si prepara per offrire alla città un’altra opportunità per sognare. Così com’è solito promettere e mantenere Mimmo Cuticchio. “Tra campagne, valli, pianure e monti” è il titolo del laboratorio teatrale che condurrà lo storico maestro puparo di Palermo, dedicandolo al paesaggio nella tradizione epico-cavalleresca.

Percorso finalizzato allo spettacolo “Tra i sentieri, sotto la luna”, fulcro dell’edizione 2014 di questa grande manifestazione. Al laboratorio potranno prendere parte 15 allievi attori-narratori, e sarà diviso in due momenti: dal 3 al 14 giugno la prima parte; dal 21 luglio al 3 agosto. Vi si potrà partecipare a titolo gratuito, basta dimostrare impegno e completa disponibilità.

“Tra campagne, valli pianure e monti” sarà l’argomento protagonista di questo laboratorio, proprio perché nella letteratura cavalleresca il paesaggio rappresenta la polarità relazionale per eccellenza.rlando innamorato

«Campagne, boschi, giardini e selve, infatti – spiega in conclusione Mimmo Cuticchio – costituiscono l’elemento unificante delle storie fantastiche in cui si descrivono le avventure di eroi, eroine e cavalieri. Sia il Furioso che l’Innamorato descrivono spesso scene che sono ambientate in luoghi del tutto immaginari, con uno sguardo verso il territorio come elemento esistente ancor prima del protagonista».

Il laboratorio si concluderà con un racconto individuale, che verrà montato man mano e sviluppato solo alla fine dell’esperienza. Dando vita a un momento finale di festa da vivere e condividere con la città tutta.

Bianca Palermo

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