Bring back our girls. Al campus universitario di Palermo un flash mob per le giovani ragazze nigeriane rapite

generandoUn flash mob per esprimere solidarietà alla 234 studentesse rapite lo scorso 15 aprile dalla scuola statale femminile secondaria di Chibok, nel nord-est della Nigeria, dal gruppo armato islamista Boko Haram. Milizia che ora sembra le abbia portate a Diffa, a pochi passi dal confine con la Nigeria, per venderle come schiave a 12 euro ciascuna, così come aveva più volte minacciato

A promuovere il momento di aggregazione è l’associazione palermitana “Generando”, che alle 16 di domani, venerdì 30 maggio, dà appuntamento al Campus Universitario di viale delle Scienze, proprio di fronte la Facoltà di Lettere e Filosofia, invitando a portare simbolicamente un libro dal quale leggere una frase a tema.

«Non siamo nessuno – afferma Gabriella Esposito, presidente di “Generando” – ma vogliamo lanciare un messaggio. Queste ragazze sono state rapite in un contesto scolastico, quindi proprio dalla scuola deve arrivare il segnale. Bisogna affermare con forza il diritto all’educazione, in quanto diritto umano per consentire ai ragazzi e alle ragazze nigeriane di vivere liberi e studiare in sicurezza. Chiediamo, quindi, ai governi un fronte unito internazionale che si adoperi per l’immediata liberazione di queste giovani donne»

Immediata la risposta al flash mob giunta dal Rettore dell’Ateneo palermitano, il prof. Roberto Lagalla, così come dalla dottoressa Augusta Troccoli del Cerimoniale dell’Università, e dai Presidi di Facoltà, tutti concordi nell’essere uniti in questa iniziativa di solidarietà internazionale all’interno del Campus Universitario.

Rispetto alla modalità con cui domani si svolgerà il flash mob, i partecipanti sfileranno in corteo con i polsi incrociati, simbolo di schiavitù. Al primo segnale, le mani si libereranno e si leggerà tutti insieme ad alta voce la frase che ognuno avrà scelto dal libro portato con se.

«Alla fine della lettura – conclude la Esposito –, osservato un minuto di silenzio, si terminerà tutti insieme in un unico coro, alzando il libro e urlando: “La cultura è libertà”. Subito dopo giungerà l’indicazione dello scioglimento del flash mob. Come in altre occasioni, sono sicura che sarà un momento toccante, che emozionerà tutti i presenti»

Gilda Sciortino

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