A Casa Professa il libro di Dina Lauricella e Rosalba Di Gregorio sui misteri della morte del giudice Borsellino

 libro a casa professa“Dalla parte sbagliata. La morte di Paolo Borsellino e i depistaggi di via D’Amelio” è il titolo del libro di Rosalba Di Gregorio e Dina Lauricella, che verrà presentato alle 18 di lunedì 30 giugno, nell’atrio “Paolo Borsellino” di Casa Professa.

Partendo dalla constatazione che, nonostante siano passati 22 anni dalla morte di Paolo Borsellino la verità è ancora molto lontana, il percorso compiuto dalle due autrici racconta i fatti da punti di osservazione speciali: quello di Vincenzo Scarantino, il pentito più anomalo che i nostri tribunali abbiano mai visto, e dell’avvocato Di Gregorio, legale di numerosi boss di Cosa Nostra, tra cui Bernardo Provenzano, Michele Greco e Vittorio Mangano, lo «stalliere» di Arcore.

Proprio la Di Gregorio, in quello che è una sorta di diario di bordo, racconta, senza infingimenti, questi vent’anni di processi. Riflettendo anche sul fatto che, se Scarantino è stato solo una pedina del depistaggio e se la Procura di Catania si appresta a revisionare il processo, significa che di questa strage si è capito e si sa davvero poco.

«Se è vero la metà di quel che c’è scritto in questo libro su quel che è avvenuto a Pianosa e temo che sia vero – afferma Alfonso Sabella -, io che dovrei stare dalla parte dello Stato non potrei fare a meno oggi di chiedere scusa, vergognandomi e mettendo la testa sotto mucchi di cenere. Si parla tanto di trattativa tra pezzi dello Stato e mafia. Se andiamo a vedere chi erano questi pezzi dello Stato che avrebbero trattato, ci troviamo un ministro dell’interno e uno della giustizia, un capo della polizia, un numero tre dei servizi, forse un presidente della Repubblica e forse un accordo di un ex ministro degli esteri. Ma questi sono pezzi dello Stato o è lo Stato? Dall’altra parte ci sono pezzi della mafia o c’è la mafia? Forse c’è stato un patto tra lo Stato e pezzi della mafia? Un patto che ha determinato un’accelerazione nella strage di via D’Amelio».

Con questo libro, dunque, ulteriormente impreziosito dalle prefazioni di Peter Gomez e Nico Gozzo, Dina Lauricella, una delle giornaliste di punta di “Servizio Pubblico”, riavvolge il nastro per aiutare non solo a dare un volto a chi ha ucciso il magistrato, ma anche e soprattutto a scoprire chi ha dato l’ordine e perché.

«Il libro va letto perché ci ritroviamo di fronte ad un documento davvero agghiacciante sulla incompiutezza della nostra democrazia. E’ veramente incredibile – aggiunge Michele Santoro – che una figura come quella di Scarantino abbia potuto superare tre gradi di giudizio, senza sopportare quelle elementari verifiche che avrebbero portato allo sconvolgimento del suo castello di accuse. La cosa più grave, dal mio punto di vista, è questa cortina di silenzio che avvolge tutti questi fatti, che noi chiamiamo di mafia, ma che in realtà sempre di più scoprono delle complicità, delle connivenze da parte di potentati, ma soprattutto da parte di settori dello Stato. L’attività di ricostruzione della verità, è un’attività che non possiamo rinunciare a svolgere. Sarebbe il vero tradimento nei confronti di chi consideriamo eroi, condannandoli a morte una seconda volta perché ci rifiutiamo di vedere cosa è realmente accaduto».

Insieme alle autrici, lunedì pomeriggio, ci sarà il giornalista Francesco La Licata, come anche l’attrice Stefania Blandeburgo che interpreterà alcuni passi del libro.

Gilda Sciortino

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