Un’aria di gioia e libertà ha invaso la città di Palermo. In onda il “Palermo Pride”

53E’ stato senza ombra di dubbio il Pride più partecipato del sud con circa 50mila presenze, che hanno superato di gran lunga le aspettative di molti.

Un successo che ha confermato il senso di appartenenza della città a una manifestazione, che è ormai da considerare facente parte delle più moderne tradizioni cittadine.

Festoso, colorato, pieno di vita, del tutto inebriante il “Palermo Pride 2014” che quest’anno, alla sua quinta edizione, ha scelto come tema l’educazione all’affettività, rivendicando la mancanza dei diritti delle coppie  dello stesso sesso, ma anche di quelle etero. Un silenzio, che va rotto e per il quale ogni giorno in tanti si battono senza sosta.

“Abbiamo scelto di parlare di questo tema – spiegano gli organizzatori  – non per dimenticare la rivendicazione, che resta forte e profonda, ma perché pensiamo che l’educazione all’affettività sia un’educazione all’amore, alla dignità delle persone, al rispetto reciproco, come pure alla cittadinanza, fondamentale per creare uomini e donne coraggiose, felici della propria vita, orgogliosi di ciò che sono. Persone che amano questo paese, perché si sentono amati e riconosciuti. L’educazione all’affettività significa, però, intervenire prima che sopraggiunga la paura”.

A dispetto, poi, di quanti aspettavano il momento giusto per puntare il dito contro esternazioni di poco gusto, i dieci carri che hanno sfilato in un sabato pomeriggio neanche tanto caldo di piena estate, hanno portato con loro solo tanta voglia di divertirsi e di contagiare chi si trovava lungo il percorso.140

In testa alla parata, lo striscione tenuto “orgogliosamente” dal presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, con al fianco Massimo Milani e Gino Campanella, portabandiera del movimento LGBT, insieme a Luigi Carollo, del comitato organizzatore del Pride.

Accanto a loro, pronti a darsi via via il cambio, numerosi consiglieri comunali e di circoscrizione, come anche diversi altri rappresentanti istituzionali, che hanno percorso insieme a tutti corso Vittorio Emanuele e via Roma, passando da piazza Politeama e percorrendo via Ruggero Settimo, suscitando la non poca curiosità di quanti stavano trascorrendo un tranquillo sabato pomeriggio in giro per il centro città, per concludere la manifestazione a piazza Verdi, davanti a un Teatro Massimo, le cui colonne si sono tinte per una sera di “raimbow”.

Confermando che il Pride di Palermo, quest’anno svoltosi contemporaneamente alle città di Bologna, Perugia, Napoli, Lecce, Catania, Alghero, Torino, Milano e Venezia, è stato uno dei più importanti di tutta Italia. Forse in questo ha giocato lo strascico dell’edizione 2013, quando la nostra città è stata scelta per ospitare la manifestazione nazionale, la cui parata finale ha contato la presenza di circa 150mila persone. Un dato che rimane negli annali storici.184 

A osservare composti e divertiti coloro i quali danzavano e cantavano sui carri, come anche le migliaia di altre persone che facevano da corona per strada, c’erano i palermitani non coinvolti, anche coloro i quali, sotto il palco di piazza Verdi, hanno rivolto frasi poco carine all’indirizzo di chi, come Crocetta e Orlando, ha parlato di diritti da rivendicare tutti insieme e da garantire indiscriminatamente.

«Quello che è accaduto oggi cambia la prospettiva – ha detto il presidente Crocetta – ciò che si può fare insieme e il fatto che le istituzioni non possono essere neutrali laddove ci sono discriminazioni. Tutti insieme dobbiamo stare dalla parte di chi subisce. Mi sono arrabbiato quando qualcuno ha detto che penso ai gay e non a chi è senza lavoro. Non c’entra niente. I diritti sono tutti uguali: esiste il diritto alla dignità del lavoro, ma anche quello ad affermare la propria libertà sessuale. Non siamo qui per rappresentare opere pie, ma la nostra esigenza individuale a vivere liberi, quindi se amiamo qualcuno non dobbiamo vergognarcene. Perché questa è la nostra vita e io vi ringrazio per tutto questo».

«Ho davanti a me l’immagine bellissima dei due gonfaloni, ma anche quella dei miei nipotini che sfilavano su uno dei carri. Non credo ci siano altre parole per raccontare questa giornata di gioia – ha, poi, affermato, il primo cittadino – vissuta in nome del riconoscimento dei diritti di tutti e di ciascuno. E’ ormai consolidato e non fa più notizia il fatto che i palermitani hanno capito che i diritti umani sono anche quelli delle persone LGBT. Grazie a voi ho rafforzato il mio orgoglio di appartenere a questa città».

Applauditissimo, ovviamente non solo per le sue doti di uomo dello spettacolo, Massimo Ghini, testimonial d’eccezione del “Palermo Pride 2014”.178

«Siete belli – ha detto l’attore, visibilmente coinvolto da questa giornata – e mi auguro ardentemente che il nostro futuro sia di ancora più ampia partecipazione a manifestazioni come quella di oggi, che per un giorno ha unito tutti. Dobbiamo fare in modo di avere il piacere di rivederci per vivere insieme tanti altri momenti così felici. Grazie per avermi invitato e fatto vivere questa esperienza insieme a voi».

Al suo intervento è seguito anche quello di Mimmo Cuticchio, un pezzo di storia della nostra città.

«Sono sempre cresciuto in un teatro dove la mia personalità si è divisa – ha raccontato uno dei maestri pupari più noti in tutto mondo – avendo compreso che in ogni uomo c’è una parte maschile e una femminile. Quando io interpreto una donna in teatro, non la faccio in farsetto ma porto sul palcoscenico il sentimento del personaggio. Del resto, vedere mio padre fare tre o 4 voci di donne, come anche quelle dei giovani, degli amanti, per me era normale. Essendo cresciuto con questa normalità, auspico che il mondo capisca che siamo tutti piante di un grande giardino, che speriamo possa fiorire sempre di più e dare modo a tutti di godere dei suoi profumi».

Presenti immancabilmente i carri e gli striscioni di associazioni come Amnesty International, Famiglie Arcobaleno, Guerriglia Gardening, il Comitato “No Muos”, Arcigay e Arcilesbica, ogni giorno sul campo a portare avanti attività e progetti rivolti anche e non solo alle persone LGBT.

drag-show-24 (1)E per chi non ne aveva ancora abbastanza il passo è stato breve. Da piazza Verdi ci si è trasferiti al Castello a Mare, dove per tutta la notte e sino alle prime luci dell’alba è andata avanti una grande festa animata dalle più note Drug Queen, capaci come sempre di far risplendere il tutto con la loro freschezza e gioia di vivere.

Certi, soprattutto in un’occasione del genere, che nessuno potrà mai chieder conto e ragione del loro modo di essere e di vivere. Come dovrebbe essere per tutti.

Aurora Della Valle

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