La sacralità letta da 27 artisti. Nei Palazzi Costantino e Di Napoli una collettiva di rara bellezza

"Anziana in salita" di Andrea Di Marco

“Anziana in salita” di Andra Di Marco

E’ veramente una chicca, un’occasione data a pochi, anche perché allestita per neanche una settimana, aprendosi con le celebrazioni del 390° Festino di Santa Rosalia.

Un viaggio nei misteri del sacro universalmente inteso, in connessione con la spiritualità contemporanea nella sua complessità.

Parliamo di “Anima Pura. Dialogo tra Sacralità e Contemporaneità”, la collettiva d’arte contemporanea che riunisce le opere di 27 artisti, ispirati proprio dalla “santuzza”: anima, appunto, pura, simbolo sacro per eccellenza, rifugio e termine ultimo.

Una rarità, dicevamo, perché la mostra si potrà visitare solo sino a sabato 19 luglio nei settecenteschi Palazzi Costantino e Di Napoli, ai Quattro Canti, cuore storico del capoluogo siciliano, crocevia da cui è passato il corteo con il carro trionfale della Patrona.

«Palermo non ama il suo centro storico – dice Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, il mecenate che detiene la proprietà di questi due edifici storici -, così i cittadini assistono immoti e indifferenti all’abbandono dei palazzi, dei quartieri, dei vicoli. E’ l’unica città al mondo in cui, sulla sua piazza principale, si affacciano palazzi chiusi e dimenticati».

Ancora più particolare il fatto che ognuno dei 27 artisti o collettivi (Giuseppe Agnello, Alessandro Bazan, Federico Baronello, Andrea Buglisi, Hugo Canoilas, Mauro Cappotto, Claudio Cavallaro, Stefano Cumia, Francesco De Grandi, Fulvio Di Piazza, Giovanni Gaggia, Laboratorio Saccardi, Francesco Lauretta, Filippo Leonardi, Sebastiano Mortellaro & Sandra Rizza, Turi Rapisarda, Francesco Rinzivillo, Giacomo Rizzo, Salvatore Rizzuti, Giovanni Robustelli, Piero Roccasalvo Rub, Manlio Sacco, Sandro Scalia, Lino Strangis, Sasha Vinci & Mariagrazia Galesi, Miao Xiaochun, lo scomparso Andrea Di Marco i cui disegni sono stati forniti dalla famiglia) ha offerto la propria “lettura” del concetto di sacro.

«Per un’ermeneutica dell’anima: pura, purissima per sua stessa natura, l’anima è ciò che si avvicina maggiormente all’essenza ed è sigillo dell’unicità dell’uomo. Ogni artista – spiegano Giacomo Rizzo e Serena Ribaudo, a cui si deve il supporto critico alla collettiva – esprime la sacralità attraverso il suo prodotto, divenendo egli stesso un contenitore del sacro proteso nel reale. Sacralità, la cui stessa essenza si riflette con limpidezza nell’essere artista, nella sua capacità maieutica e di comunicazione con il mondo».

Non indifferente e irrilevante anche che “Anima Pura. Dialogo tra sacralità e contemporaneità” stia offrendo un palco di incontro ad alcune tra le più importanti realtà presenti oggi in Sicilia, ovviamente quelle aperte alla sperimentazione.

Rappresentate le diverse correnti e scuole, nate e cresciute in differenti province, quindi, ogni artista interpreta a suo modo Santa Rosalia o il concetto stesso di sacro, di purezza, ma anche il rapporto stretto che lega la Patrona alla sua città. Dalla scultura dissacrante al disegno a china, dalla roccia purissima al viso tratteggiato ad arte, al semplice rimando metafisico.

La mostra, veramente da non lasciarsi sfuggire, si può visitare tutti i giorni, dalle 16 alle 20.

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