Partanna. A 22 anni dalla sua morte, il ricordo del coraggio di Rita Atria

Rita Atria

Rita Atria

Sono trascorsi anche in questo caso, come per le due stragi del ’92, 22 anni da quanto la giovanissima Rita Atria si tolse la vita, distrutta proprio dalla morte di Paolo Borsellino, al quale aveva deciso di affidarsi per denunciare il sistema mafioso del suo paese e vendicare l’assassinio del padre e del fratello.

Era a Roma, sotto falso nome, quando viene a sapere quello che era accaduto al magistrato, al quale stava aprendo un cuore sofferente e consegnando tutti i suoi segreti. Un dolore lancinante, insopportabile che una settimana dopo il 19 luglio le farà prendere la tragica decisione di togliersi la vita. Aveva solo 17 anni.

«Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare? Se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo».

Ci credeva, Rita, a queste parole, tanto da avere deciso di collaborare per guardare a un futuro migliore, nel quale non poteva e non doveva trovare spazio la parola mafia. Al suo funerale, però, non andò neanche la madre, che l’aveva ripudiata e minacciata di morte perché, come Piera Aiello, moglie di Nicola Atria, fratello di Rita, aveva deciso di rompere tutti gli schemi.

Difficile dimenticare questa giovane donna, risoluta ed energica quanto fragile e bisognosa di quell’amore, che solo Paolo Borsellino riuscì a darle come fosse suo padre.

Nell’inverno del ’94 nasce a Milazzo l’associazione “Rita Atria”, voluta da Nadia Furnari e Santina Letella, ai tempi studentesse, per raccogliere le immagini delle stragi del ’92, custodite nella nostra mente, e trasformale da dolore in azioni.

Ed é proprio questa associazione che domani, sabato 26 luglio, promuoverà a Partanna “Un fiore per Rita”, iniziativa voluta per trasformare questa triste ricorrenza in un momento “per capire quanto si è lavorato su noi stessi, quando abbiamo ceduto ai compromessi, quando abbiamo dovuto creare false realtà per convincerci che eravamo sulla strada giusta. Perché quella veramente giusta ci sembrava troppo impegnativa e troppo difficile da percorrere”.

L’appuntamento sarà alle 11 davanti alla sua tomba, dove la si ricorderà insieme a tutte quelle donne che ogni giorno muoiono stritolate dalle mafie, dalle istituzioni assenti e dalla società “giudicante”.

«Sono stati anni in cui abbiamo cercato di fare memoria attiva di Rita e non mero ricordo – affermano gli attivisti del presidio Partanna e del direttivo nazionale dell’ Associazione Antimafie “Rita Atria” – dedicandole ogni volta un momento semplice, senza troppo “rumore”, in cui ci si vede davanti a quella sepoltura e si rinnova l’impegno, ognuno facendo i conti con la propria coscienza e con la propria coerenza».

Un momento fondamentale per dimostrare che non ci sono e non ci devono essere vittime di serie A e vittime di serie B, ma solo vittime. Capri espiatori utilizzati per motivare l’ignavia di chi riesce anche a sacrificare il sangue del suo sangue per difendere l’indifendibile, giustificando a modo proprio l’orrore provocato ad altre famiglie pur di mantenere in vita potentati, nati e cresciuti sul sangue dei giusti.

Gilda Sciortino

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