A Villa Filippina un gala di danza che farà sognare. Ospite d’onore Simona Atzori

Uno degli scatti  di Alessandro Licata

Dalla mostra di Alessandro Licata

Una serata speciale, quella in programma oggi, martedì 5 agosto, a Villa Filippina, che darà modo a tanti giovani talenti siciliani di emergere, lavorando a stretto contatto con danzatori professionisti.

Una finestra sulla danza” è il titolo di questo Gala, nato in sinergia con l’idea del direttore artistico dell’associazione, Gaetano La Mantia, per far scoprire al pubblico siciliano il lavoro di numerosi talenti, molti dei quali siciliani.

Professionalità note e apprezzate sui palcoscenici di tutto il mondo che, in questa occasione, ritornano a esibirsi dove sono nati artisticamente.

L’evento di questa sera chiuderà il primo anno di attività di “Futuro Danza Palermo”, l’associazione culturale che lo promuove, seguendo un percorso la cui linea è quella di far lavorare gli allievi con primi ballerini in piena attività. Madrina della serata, ma anche della stessa associazione, sarà Soimita Lupu, ballerina del Teatro Massimo di Palermo.

Una serata speciale, dicevamo all’inizio, anche perché avrà come ospite d’onore Simona Atzori, artista poliedrica in quanto danzatrice, ma allo stesso tempo pittrice e scrittrice, la cui storia è ancora più particolare perché nata senza braccia. La sua capacità di trasformare il suo handicap in un  punto di forza, però, le ha consentito di superare ogni barriera fisica e ideologica.

Simona Atzori

Simona Atzori

«Non ho mai vissuto la mia condizione come un ostacolo a ciò che desideravo fare – spiega lei stessa -, anzi mi ha sempre aiutato a guardare la vita con occhi del tutto differenti. Il mio corpo è espressione di naturalezza tanto che quella straordinarietà, che viene vista dagli altri come tale, per me è ordinarietà. Io, attraverso la danza, mi racconto nel modo più semplice possibile perché penso che dalla spontaneità nascano le emozioni più grandi. In questo Gala danzerò con due ballerini del Teatro La Scala di Milano, Marco Messina e Salvatore Perdichizzi, che io chiamo i  miei angeli perché sono straordinari e insieme a loro avviene una reale fusione di emozioni, di vita».

Vita che Simona racconta non solo sul palcoscenico o nei suoi quadri, ma anche attraverso la scrittura. Il libro “Cosa ti manca per essere felice”, uscito nel 2011 e diventato un best seller, è una sorta di autobiografia della giovane e poliedrica artista, ma con un’impronta motivazionale nella quale ognuno può trovare se stesso.

«C’è una serie di capitoli che si intitola “Io posso” – prosegue Simona, il cui sorriso apre veramente il cuore perché si vede che non nasconde nulla, ma è vero e sincero -, che  mi auguro dia modo ad altri di capire che ognuno può realizzare i propri sogni. A fine settembre, però, uscirà il mio secondo libro, dal titolo “Dopo di te”, che parla della mia mamma, una grande donna venuta a mancare un anno e mezzo fa. A lei e a mio padre devo quello che sono oggi. Mi hanno insegnato la naturalezza e a non pensare che il nostro modo di fare le cose è più difficile degli altri. E’ solo differente. E’ questa la chiave di lettura che consente di far si che la diversità sia parte della normalità. Io scrivo che, se fossimo tutti uguali, sarebbe un mondo di formiche. Grazie a Dio non è così».

Gaia Andreanò

Gaia Andreanò

Sul palco, insieme a lei, ci saranno numerosi artisti: Letizia Giuliani, prima ballerina del Maggio Danza di Firenze; Vittoria Valerio, solista del Teatro alla Scala di Milano; Francesco Marzola, solista anche lui del Maggio Danza di Firenze; Salvatore Perdichizzi, Marco Messina,  Christian Fagetti e  Gaia Andreanò, del Teatro alla Scala di Milano; Vito Bortone e Alessandro Cascioli, solisti del Teatro Massimo di Palermo; Debora Di Giovanni, della Staatsoper Hannover Ballet Company; Gaetano Badalamenti, del Noord Nederlandse Dans, Holland; Salvatore Nicolosi, del Pfalztheater Kaiserslauter, Germany; Martina Affaticato, del Teatro San Carlo di Napoli; infine, Giuseppe Curatolo, freelance dancer. Compagnia ospite del Gala, il Visual Arts Department Ballet Company con il coreografo Vito Bortone.

Ognuno di loro volerà alto, questa sera, nella splendida cornice di Villa Filippina, dando prova delle proprie capacità: quelle stesse che li hanno lanciati sui palcoscenici di tutto il mondo, sancendo qualità nate e nutrite in terra di Sicilia.

«Sono veramente felice di fare parte di questo progetto – afferma la Lupu – ma soprattutto di rappresentare in qualità di madrina questa associazione. Mi hanno chiesto tante volte di esserlo per altre realtà del mondo della danza, ma non ho mai voluto accettare. Quando “Futuro Danza Palermo”me lo ha proposto, non ho avuto alcuna esitazione ad accettare perché conosco la qualità del loro lavoro. Qui davanti a me ho tanti talenti che ho visto crescere e che mi rendo ogni giorno sempre più orgogliosa. Credo che questo Gala sarà un grande momento per tutti, ma soprattutto per l’arte della danza».

Christian Fagetti

Christian Fagetti

Sarà veramente un grande spettacolo, quello a cui si assisterà questa sera, grazie a un programma ricco e articolato. A contribuire alla sua riuscita saranno senza ombra di dubbio anche i brani tratti dal repertorio classico e contemporaneo, che accompagneranno coreografie originali e inedite, create dai maestri ospiti dell’associazione ed eseguite dai giovani allievi.

Chopin, Grieg, Minkus, Sakamoto ma anche il nostro Giovanni Sollima, faranno volare alti sui passi de “La bella addormentata” o del “Don Chisciotte”, senza dimenticare “Il Lago dal Cigni” o “Il Carnevale di Venezia”, per citare alcuni dei balletti più noti anche a chi non è così tanto ferrato nella materia.

Sarà, dunque, un momento topico che servirà a presentare il lavoro svolto dai ragazzi che hanno partecipato al progetto dell’associazione: un primo anno di attività, raccontato anche dagli scatti di Alessandro Licata, nella mostra “Una finestra sulla danza”, allestita alla Mondadori e a Villa Filippina.

Un ulteriore tassello nel percorso di “Futuro Danza Palermo” per offrire un contributo al miglioramento dell’immagine della città come fucina di professionalità e nuovi talenti, nella danza e non solo.

Gilda Sciortino

 

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