A Grosseto si parla di lotta alla mafia. Anche Scorta Civica testimonia il suo impegno

Una delle opere di Gaetano Porcasi

Una delle opere di Gaetano Porcasi

Si parlerà di antimafia e anticorruzione, proseguendo il percorso intrapreso all’insegna di “quel fresco profumo di libertà” di cui ci ha fatto innamorare Paolo Borsellino, nella tre giorni organizzata sino a domani, sabato 9 agosto, a Santa Flora, in provincia di Grosseto, dal Movimento della Agende Rosse e dal Gruppo “Emanuela Loi” di Grosseto, quest’ultimo costituitosi appena un mese fa alla presenza di Salvatore Borsellino per operare al fine di stabilire verità e giustizia per le stragi del 1992 e del 1993.

Ma anche per propone modalità atte a diffondere la cultura antimafia e della legalità attraverso l’informazione, la comunicazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

A fare da sfondo al convegno è la mostra “Antimafia in Art” di Gaetano Porcasi, pittore definito da se stesso antimafia o di impegno sociale, i cui quadri si ispirano ai temi della lotta alla mafia, in ricordo delle vittime della violenza di cosa nostra.

Un’iniziativa, quella che si sta animando in queste ore, che ha ricevuto il patrocinio della Camera di Commercio e si svolge anche in collaborazione con le associazioni di categoria della Provincia di Grosseto, particolarmente sensibili all’argomento e impegnate sul territorio con azioni volte a contrastare l’illegalità.

Come il protocollo per la prevenzione dell’usura e per il sostegno alle vittime del racket, dell’estorsione e dell’usura, sottoscritto da Prefettura di Grosseto, A.B.I., e da tutti i soggetti sia pubblici che privati coinvolti nella problematica.

«C’è il pieno appoggio da parte del Comune di Santa Fiora a questa importante manifestazione – dichiara il primo cittadino, Federico Balocchi – che abbiamo sostenuto fin dall’inizio a livello economico e organizzativo, nella convinzione che di mafia si debba parlare sempre più anche nei nostri comuni. I dati diffusi circa 4 mesi fa dalla Regione, infatti, sono un campanello di allarme: con 35 organizzazioni criminali censite, la Toscana è uno dei territori dove si ricicla più denaro. Credo, quindi, che sia opportuna una presa di coscienza da parte della comunità. Questi giorni di dibattiti e mostre saranno fondamentali per approfondire il tema e avere la consapevolezza che la mafia esiste e che può essere una minaccia reale, anche qui da noi».

Attilio Manca

Attilio Manca

D’eccezione gli ospiti di queste giornate, che chiameranno a confrontarsi quanti vivono concretamente la lotta alla mafia.

Ancora più speciale sarà il dibattito odierno, il cui inizio è previsto per le 16, dal titolo “I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della Mafia”, dedicato a uno dei tanti misteri italiani, un omicidio camuffato da suicidio che avrebbe avuto il fine di occultare un pezzo della Trattativa fra Stato e Mafia: la morte misteriosa di Attilio Manca, giovane urologo siciliano, morto a Viterbo a soli 34 anni. La sua vicenda verrà raccontata dal fratello Gianluca e dal giornalista Luciano Mirone, autore del libro “La misteriosa morte di Attilio Manca: un suicidio di mafia” dove, avvalendosi di atti giudiziari e testimonianze inedite, l’autore ricostruisce minuziosamente questa triste storia.

A Grosseto, però, questo pomeriggio ci sarà anche Linda Grasso, esponente del Movimento palermitano “Scorta civica”, che spiegherà i motivi che hanno spinto la società civile palermitana a impegnarsi per proteggere il sostituto procuratore Nino Di Matteo, pubblico ministero del processo, recentemente minacciato da Totò Riina.

linda e di matteo

Da sinistra: Nino Di Matteo, Antonio Ingroia, Linda Grasso, a Palazzo delle Aquile, per la presentazione del libro di Luciano Mirone

Domani pomeriggio, invece, sempre a partire dalle 16, ma nell’Auditorium (nuovo teatro) di Grosseto, si parlerà di lotta ai poteri mafiosi per lo sviluppo e la legalità.

Parteciperanno Alfonso Cicero, Federica Angeli, Francesca Scoleri e Antonino Cannarella, coraggiosi cittadini che hanno fatto e fanno del contrasto alla criminalità organizzata e della battaglia di legalità e giustizia una propria ragione di vita.

Alfonso Cicero è funzionario della Regione Siciliana, vive a Caltanissetta, ed é il presidente dell’I.R.S.A.P., l’Istituto regionale sviluppo attività produttive, l’ente che amministra le aree di sviluppo industriale della Sicilia. E’ nel mirino di Cosa Nostra per avere denunciato, in tutti i territori della Sicilia, i rapporti tra mafia, politica, affari e burocrazia; licenziato dirigenti infedeli; revocato lotti industriali, grandi appalti e concessioni di pubblici servizi a imprese colluse con cosa nostra.

Federica Angeli è una cronista di nera e giudiziaria del quotidiano “La Repubblica”, che nel 2013 ha scoperto, attraverso un’inchiesta, come la criminalità romana fosse entrata nel tessuto economico di Ostia. Vive anche lei sotto scorta, però continuando sempre a portare avanti la sua opera di denuncia di soprusi e del malaffare italiano.

Francesca Scoleri interverrà per conto del movimento “CosaPubblica Libra, lotta alla corruzione” che si occupa di informare quotidianamente la gente sui casi di corruzione che avvengono nel nostro Paese.

Infine, Antonino Cannarella, vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, a capo della Sezione Operativa della D.I.A. di Bologna dal giugno del 2013.

pittura Porcasi

Un’altra delle opere di Gaetano Porcasi

Preziose, come si può immaginare, saranno le loro testimonianze, dimostrazione concreta di come fare il proprio dovere possa dover dire mettere da parte se stessi, sacrificando la propria vita per beni superiori come la verità e la giustizia.

Aurora Della Valle

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