Al via le celebrazioni per il 21° anniversario dell’omicidio del Beato Pino Puglisi. Coinvolte le carceri del territorio

gds puglisiSi apriranno mercoledì prossimo le manifestazioni, organizzate dal Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, in collaborazione con la Parrocchia “San Gaetano – Maria SS. Del Divino Amore” di Brancaccio e la Congregazione delle Maestre Pie Venerini, per celebrare il 21° anniversario dell’omicidio di padre Pino Puglisi, assassinato dalla mafia il 15 settembre del ’93.

Alle 10, all’interno della Casa Circondariale Ucciardone di Palermo, sarà proiettato il film “Brancaccio”, ispirato alla vita del Beato Puglisi. Dalle 9 alle 19 di giovedì 11, invece, presso il Centro Polivalente della zona industriale di Caltanissetta, verrà disputato il “Memorial 3P – Il sorriso di un cuore onesto”, organizzato dalla locale comunità penale maschile in collaborazione con il Centro  “Padre Nostro”.

Sarà un’altra delle strutture penitenziarie del capoluogo siciliano a essere teatro delle iniziative in programma. Alle 10 di venerdì, infatti, la Casa Circondariale Pagliarelli ospiterà il concerto musicale dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, dal titolo “Il canto lirico nel Regno delle due Sicilie”, a cura dell’associazione “I Solisti di Operalaboratorio”, a cui seguirà la premiazione del torneo di ping pong, voluto dalla direttrice del carcere, Francesca Vazzana, dai fratelli di padre Puglisi (Gaetano e Francesco), e da Maurizio Artale, presidente del Centro che promuove le iniziative in programma.

L'abitazione di Padre Puglisi, a Brancaccio

L’abitazione di Padre Puglisi, a Brancaccio

Avvicinandoci sempre di più alla data della tragica ricorrenza, alle 10 di domenica, in Cattedrale, verrà deposto “Un fiore per il Beato Giuseppe Puglisi”. Una cerimonia che si preannuncia toccante, sia per il luogo in cui si svolgerà, sia perché vuole servire a raccogliere tutti in riflessione su quanto accaduto da 21 anni a questa parte.

Alle 21.30, ci si sposterà nel piazzale Anita Garibaldi, davanti a quella che fu la sua abitazione, oggi “Casa – Museo del Beato Giuseppe Puglisi”, per la veglia di preghiera a cura di don Luigi Verdi, della Comunità Fraternità di Romena, in provincia di Arezzo.

Importante per tutta la città sarà la giornata di lunedì 15, che sarà inaugurata alle 9.30, nel piazzale dove avvenne l’omicidio, dallo svelamento del Medaglione commemorativo da parte di Gaetano e Francesco Puglisi e della Madre Generale delle Maestre Pie Venerini, Suor Eliana Massimi. Parteciperà anche il Consiglio della II Circoscrizione del Comune di Palermo, in seduta straordinaria, presieduto da Antonio Tomaselli.

Padre Pino Puglisi

Padre Pino Puglisi

Alle 10, all’Istituto Comprensivo Statale “Padre Pino Puglisi” di Palermo, verrà inaugurata l’apertura dell’anno scolastico 2014/2015 con la consegna di 10 borse di studio agli studenti più meritevoli. Cerimonia alla quale, nel Giardino della memoria di via Ciaculli, seguirà la piantumazione, da parte del gruppo siciliano dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani e della Sezione distrettuale di Palermo dell’Associazione Magistrati, di un albero dedicato al sacerdote, Beato dal 201, che cercò di determinare il cambiamento del quartiere Brancaccio.

La giornata si concluderà alle 18 in Cattedrale con la Celebrazione Eucaristica in suffragio del Beato Puglisi presieduta dal Cardinale di Palermo, Paolo Romeo.

La chiusura del programma di questo 21° anniversario del martirio del Beato Puglisi sarà sancita alle 10 di martedì 30 settembre, al Teatro Brancaccio di Palermo, dal seminario conclusivo del Progetto “Start-Up”, a cura della Compagnia Universitaria Ricerche Sociali (CURS) e del Centro di Accoglienza Padre Nostro, il cui intento è stato quello di favorire l’inserimento sociale e professionale di adolescenti provenienti da condizioni di svantaggio sociale e/o a rischio di esclusione sociale. Oltre a Palermo, a essere coinvolte nel progetto sono state le province di Agrigento e Caltanissetta.

Nello specifico i destinatari della proposta progettuale sono stati 45, 9 dei quali sottoposti a procedimento dall’autorità giudiziaria e altrettanti in uscita da comunità alloggio e/o case famiglia. Dieci in tutto coloro che hanno avuto subito l’opportunità di andare a lavorare nella distribuzione e manipolazione di prodotti alimentari.

Maurizio Artale

Maurizio Artale

«Un intervento – spiega Maurizio Artale – grazie al quale abbiamo dato un’occasione a questo gruppo di giovani del quartiere. Alcuni hanno lavorato nei supermercati del quartiere, altri ancora addirittura alla Coop. Il nostro centro ha fatto da padrino, chiedendo ai titolari delle attività di metterli alla prova, accettando una raccomandazione, la nostra, diversa dalle solite. Il 30 il percorso si concluderà, ma speriamo che da parte delle istituzioni o di qualunque altro soggetto abbia voglia di darci una mano, giunga un aiuto concreto per far proseguire un percorso di riscatto sociale e culturale».

Diversamente, sarà come tante belle iniziative nate e finite nel nostro territorio per mancanza di attenzione e sostegno da parte del pubblico. Così come l’esperienza dell’asilo nido di Brancaccio, sorto in un bene confiscato alla mafia. Non essendoci più fondi, ha dovuto chiudere i battenti. Dimostrando, come sempre, che in una città come Palermo, in una regione come la Sicilia, soprattutto quando si tratta di interventi sociali, non c’è veramente modo di parlare di continuità e, quindi, di risposte reali e determinanti per il cambiamento delle condizioni in cui versano interi territori. Il modo più giusto per continuare a dare campo alla mafia, dimostrandole che sono veramente pochi coloro i quali vogliono il reale cambiamento di questa terra.

Chi non ce l’ha fatta – e qui l’elenco di vittime è sterminato e sconsolante – ha lasciato un’eredità pesante e scomoda a quanti cercano imperterriti di mantenere viva la memoria. Trovandosi a combattere anche contro uno Stato, inspiegabilmente insensibile a determinate esigenze, ma soprattutto sordo e cieco di fronte a verità che, in qualunque altro paese del mondo farebbero saltare poltrone dalle quali, una volta conquistate non certo grazie a meriti professionali propri, quasi nessuno tende a staccarsi. Come se quella fosse l’unica spiaggia per dimostrare ciò che non valgono. E questo, purtroppo, senza più distinzione di appartenenza politica. Purtroppo.

Gilda Sciortino

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