Scorta Civica al fianco del Procuratore Scarpinato, oggetto di minacce. La società civile sempre più stretta attorno ai suoi magistrati

Il Procuratore Roberto Scarpinato

Il Procuratore Roberto Scarpinato

Anche Scorta Civica si unisce alle tante attestazioni di solidarietà nei confronti del Procuratore generale Roberto Scarpinato, nel cui ufficio ignoti sono entrati nella notte tra il 2 ed il 3 settembre, lasciando sulla scrivania una lettera anonima di minacce. “Possiamo raggiungerti ovunque” è scritto nella missiva, di cui parla oggi il quotidiano “La Repubblica”, oltre all’invito a interrompere le proprie indagini. Contemporaneamente viene fatto un elenco di luoghi frequentati dal magistrato.

«Dopo l’escalation di minacce dello scorso anno, in particolare nei confronti di Antonino Di Matteo, il Pm che sta indagando sulla trattativa Stato-mafia, e del procuratore aggiunto Teresa Principato, che dà la caccia al super latitante Matteo Messina Denaro – scrive il cartello di associazioni che ha dato vita a Scorta Civicala tensione attorno al Palazzo di giustizia di Palermo continua ad aumentare. Di fronte a tutto ciò esprimiamo la massima solidarietà nei confronti del dottore Scarpinato. Il nostro sostegno e quello di tutta la società civile nei confronti dei magistrati che stanno cercando di arrivare alla verità sul biennio stragista ‘92/’93 continuerà con maggiore determinazione. Alla parte sana delle nostre istituzioni, però, chiediamo ulteriormente la massima attenzione verso tutti coloro che, rischiando la propria incolumità, svolgono il loro dovere per liberare il nostro Paese da una mafia sempre più infiltrata nei gangli vitali della nostra società».

Un’attestazione di solidarietà che si concretizza, per Scorta Civica, nel presidio simbolico che da ieri, lunedì 15 settembre, è nuovamente davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo per manifestare solidarietà a tutti il pool di magistrati che, per avere istruito e portato avanti il processo sulla Trattativa mafia-Stato, corrono gravi pericoli per la loro stessa vita.

Alle 16.30 di giovedì 18, invece, sarà davanti la Prefettura di Palermo per un sit-in a sostegno del Maresciallo Saverio Masi, il sottufficiale dei Carabinieri che ha denunciato i superiori per averlo ripetutamente ostacolato nella ricerca di boss mafiosi del calibro di Provenzano e Messina Denaro. E’ stato testimone d’accusa nel processo Mori e lo sarà in quello sulla trattativa Stato-Mafia. Masi è il capo scorta del Pm di Palermo Nino di Matteo, il magistrato più a rischio di attentati del momento.

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