La pittura selvaggia di Gaspare Mutolo da domani e sino al 10 novembre in mostra al Papireto

mostra mutoloCerto è che suona strano parlare di un mafioso – anche se pentito dal ’92, passando in tal modo nelle fila degli ex “uomini d’onore” – come artista, peraltro anche abbastanza apprezzato e quotato.

Gaspare Mutolo, l’ex braccio destro di Totò Riina, è diventato un importantissimo collaboratore di giustizia, terzo solo a Buscetta e Contorno. In carcere, però, oltre a meditare la sua uscita da cosa nostra, ha anche sviluppato la sua passione per l’arte, iniziato alla pittura grazie alle opere dell’ergastolano Mungo, in arte l’Aragonese, che gli insegnò i primi rudimenti. Da allora è stato un crescendo, che lo ha fatto sempre più notare dagli addetti ai lavori.

E’ dell’88 la sua prima personale, organizzata alla Galleria d’Arte Marino, in via Dante 17. A renderla possibile fu Luciano Liggio, che firmò le tele prodotte da Mutolo e da Alessandro Bronzini, quest’ultimo suo compagno di cella e maestro anche della Primula Rossa di Corleone.

E’, dunque, importante per il Laboratorio Saccardi, che da oltre 5 anni si occupa della divulgazione delle opere di Gaspare Mutolo, la sua seconda personale, che si inaugurerà alle 19 di domani, allo Spazio Cannatella, in via Papireto 10. A organizzarla è l’Associazione culturale “Falcone e Borsellino”, editrice della rivista Antimafia Duemila, insieme alla Galleria Baccina 66, alla Ila Palma Produzioni e, ovviamente, al Laboratorio Saccardi.

«E’ questo uno spazio espositivo peculiare, situato di fronte all’Accademia di Belle Arti di Palermo – scrivono Claudio Canepari e Gabriele Romagnoli – in modo che la parte più fresca degli amanti dell’arte della città, i giovani aspiranti artisti, possano essere i primi fruitori del progetto Mutolo e venire a conoscenza della storia di un uomo che da criminale si è evoluto in un pittore, che oggi vive solo per la sua arte. Per noi Mutolo è l’unico vero artista della scuola di cosa nostra, ancora incredibilmente sottovalutato dal sistema culturale siciliano e nazionale».

mutolo 1

Selvaggia la sua pittura, in continua ribellione dello spirito contro la materia, pura comunicazione artistica. Vasi di fiori, marine, file di case, tetti rossi della sua Pallavicino, sbarre alle finestre, paesaggi aperti e alberi in fiore, piovre e polpi che avvolgono paesi città persone, dipinti compulsiva-mente nel corso di questi anni in cui, colui che un tempo era un “uomo d’onore”, non ha mai smesso di raccontarsi.

«La pittura selvaggia di Gaspare Mutolo” è, dunque, il titolo di questa particolare personale, che si potrà visitare tutti i giorni sino al 10 novembre. 

A discutere della sua arte domani saranno: Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila, e Anna Vinci, autrice del libro “La Mafia non lascia tempo”, nel quale la scrittrice siciliana dà voce alla sua storia.

Gilda Sciortino

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