I 250 presepi della collezione delle Figlie della Croce, in mostra sino al 10 gennaio in corso Tukory

Presepe messicano

Messico

Di presepi se ne vedono ogni anno a migliaia e, a parte quelli tradizionali che riempiono di calore le case di gran parte degli italiani, ce ne sono tanti altri pronti a fare a gara tra di loro per l’originalità e preziosità. E’ questo il caso di quelli in mostra  all’Istituto “San Giuseppe”, in corso Tukory 204.

Una collezione privata, quella delle Figlie della Croce, che si presenta con l’allestimento del tutto nuovo di una mostra giunta alla quarta edizione con oltre 250 presepi. La sua prima peculiarità è che i manufatti provengono da diversi continenti: Polonia, Namibia, Madagascar, Russia, Portogallo, Ungheria, Korea, Tanzania, Congo, Etiopia, Brasile, Messico, Perù, Cina, Panama, Guatemala, Bolivia, Canada, Romania, Palestina, Francia, Olanda, Spagna, Irlanda, Austria e Italia.

A rendere il tutto ancora più prezioso, però, è la varietà dei materiali impiegati: si va dalle foglie di granturco e di banano all’ossidiana, dalle perline all’ebano, dal pregiatissimo avorio alla terracotta. Ci sono, poi, rari esemplari in madreperla, murrina, cristallo e argento. Caratteristiche sono anche le sacre famiglie realizzate con materiali poveri: pasta di mais, juta, cartapesta, semi naturali e pietre.

«Questa quarta edizione è ancora più ricca – spiega Suor Maria Inzinna, Superiora della Casa Madre delle Figlie della Croce – vantando l’inserimento di nuove culture e tradizionali forme di artigianato. Oltre a mostrare la bellezza artistica, espressione della cultura e della fede di diversi popoli, la collezione vuole risvegliare nei visitatori il vero significato del Natale: il mistero di Dio che si fa uomo per farsi a lui prossimo e ristabilire l’alleanza di amore».

Congo

Congo

Chi vorrà fare questa passeggiata e spingersi sino all’Istituto, riuscirà ad ammirare anche i presepi etnici della cultura azteca e africana, aree dove le Figlie della Croce sono presenti con le missioni rivolte all’infanzia. Inoltre, come per la scorsa edizione, anche quest’anno verrà esposto il reportage fotografico dedicato al villaggio di Mokala, con nuove immagini di vita missionaria. Scopo dell’iniziativa è sensibilizzare la cittadinanza sul lavoro che le sorelle stanno compiendo sul posto.

Il ricavato realizzato con gli ingressi (il biglietto intero costa 2 euro, mentre il ridotto la metà) sarà, infatti, destinato alla nuova missione per i minori, appunto a Mokala, del tutto carente di servizi scolastici e sanitari.

La mostra si potrà visitare tutti i giorni, dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.30, sino al 10 gennaio. Resterà chiusa solo il 25 dicembre e l’1 gennaio. Per i gruppi e le scolaresche bisogna chiamare al 091.6514027 o al 320. 3442271 e prenotare.

Gil.S.

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