Strage di migranti. Crocetta: «Basta con ipocrisia europea che non guarda al fallimento di Triton»

detay-strage-nel-canale-di-sicilia-si-temono-700-mortiL’intervento immediato dell’Europa e una nuova “Mare Nostrum”. Lo chiedono con urgenza le associazioni impegnate al fianco degli immigrati e dei rifugiati, dopo l’ennesima tragedia in mare avvenuta nel Canale di Sicilia, che rischia di essere ricordata come una delle più gravi del Mediterraneo.

Il Consiglio nazionale dell’Arci, riunitosi a Roma ieri e oggi, per esempio, ha osservato un minuto di silenzio per esprimere il “dolore e cordoglio per l’ennesima strage, che si è consumata questa nottaenel Mediterraneo”.

«Una tragedia che ha responsabilità precise nelle scelte compiute dalle istituzioni italiane ed europee – spiega l’associazione da sempre impegnata nella rivendicazione dei diritti delle categorie più deboli – che continuano a perseguire politiche di chiusura ed esternalizzazione delle frontiere. E che, con Triton, hanno deciso di mettere in campo un’operazione finalizzata al solo controllo, anziché allargare a tutto il Mediterraneo un’azione di ricerca e salvataggio, qual è stata “Mare Nostrum“, che ha consentito a tante persone di essere messe in salvo».

Necessario, quindi, che il nostro governo si adoperi per ripristinarla immediatamente, in attesa si arrivi a un’azione congiunta con l’Unione Europea.

«E’ un dovere di tutti fare la propria parte – aggiungono i responsabili di Amref Health Africa -, anche se prima di tutto deve intervenire la politica, ricordando che la sofferenza di una parte del mondo non interessa solo chi la vive in prima persona».

Un impegno da assumere per evitare di compromettere ulteriormente la dignità della comunità internazionale a causa delle tantissime vite spezzate.

«Insieme a questi nostri circa 700 fratelli e sorelle periti la notte scorsa nelle acque del Canale di Sicilia – si inserisce Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli – c’è anche il naufragio dell’Europa, oggi doppiamente colpevole: primo, per non aver assunto il programma “Mare Nostrum” a livello di Unione Europea, come da noi chiesto alla scadenza di questo programma; secondo, per non aver agito con fermezza e chiarezza nel combattere la destabilizzazione di vaste zone dell’Africa».

Certo e d’accordo su tutto questo, un vertice urgente dei Capi di Stato dell’Unione Europea in Sicilia, per una nuova convenzione sull’immigrazione e sul diritto d’asilo dei rifugiati, viene in queste ore chiesto dal presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.

«Faccio appello al Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, e al capogruppo del Pse, Gianni Pittella, per organizzare subito il vertice. Occorre dire basta all’ipocrisia europea che s’inventa sigle inutili come Frontex e Triton, ma non affronta la centralità della questione, cioè la strategia di condivisione di tutti i Paesi dell’Ue rispetto alle politiche sui rifugiati. Il diritto d’asilo non può essere riconosciuto attraverso il tentativo di sfidare la morte nel Mediterraneo, ma grazie a specifiche richieste nei Paesi di provenienza».

Coloro che, invece, pensano che adottare altre misure sia la soluzione giusta, rivelano solo la tragica recita di chi gira la testa per non vedere la realtà.

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«Settecento morti in una notte è una cifra da emergenza bellica – dice Crocetta -, quindi non si può continuare a fare finta di nulla; non possiamo affrontare la questione col cinismo dello scaricabarile, atteggiamento che continua ad avere la maggioranza degli Stati membri. La Sicilia chiede all’Europa che si impegni realmente perché il Mediterraneo diventi un mare di pace e non l’enorme cimitero che è diventato. Noi saremo in prima linea perché è proprio la Sicilia a pagare il prezzo più alto».

E in prima linea si pongono pure le istituzioni locali insieme alle associazioni che operano sul campo. Alle 18.30 di domani, lunedì 20 aprile, tutta la società civile si ritroverà a Palazzo Cefalà, sede della Consulta delle Culture, in via Alloro, nel centro storico del capoluogo siciliano, per discutere di iniziative immediate da assumere dopo quanto accaduto la scorsa notte.

«Ancora una volta – tuona il presidente, Adham Darawsha – siamo costretti a registrare una dolorosa strage degli innocenti. E’ ora di dire stop a questo massacro, richiamando definitivamente l’Europa alle sue responsabilità».

Oltre al presidente e a tutti i consiglieri della Consulta, ci saranno il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando, e molti consiglieri comunali.

Un minuto di silenzio in memoria di quanti non ce l’hanno fatta, invece, precederà tutte le manifestazioni pubbliche in programma oggi e domani a Cefalù. Lo ha comunicato il sindaco, Rosario Lapunzina, annunciando il lutto cittadino nel giorno che sarà prescelto, dalle autorità competenti, per la celebrazione delle esequie delle vittime.

«Esprimendo il cordoglio di tutta la nostra città e la sincera speranza che le ricerche dei superstiti siano fruttuose – sottolinea in conclusione il primo cittadino -, auspichiamo un sussulto da parte dell’intera comunità internazionale al fine di impedire che si verifichino altre tragedie come questa».

Gilda Sciortino

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