Dedicata a Giuseppe Pitrè la “Macchina dei Sogni 2015” di Mimmo Cuticchio

Mimmo Cuticchio

Mimmo Cuticchio

E’ dedicata a Giuseppe Pitrè, l’etnografo e antropologo palermitano di cui l’anno prossimo ricorre il centenario della morte (1841-1916), la  32° edizione (ma anche la 33sima, quindi la prossima) dellaMacchina dei sogni”, sulla quale Mimmo Cuticchio ha deciso di scommettere “immergendo le mani in quel paniere” colmo di oggetti, amuleti, simboli che il Museo etnografico “Giuseppe Pitrè”, tra i primi in Europa, custodisce come vero e proprio compendio delle tradizioni siciliane.

Quest’anno, il ben noto Festival di Teatro di Figura ospiterà spettacoli dei pupi, un’esposizione di artisti/artigiani e una mostra documentaria sul teatro popolare. Una rassegna che, dal 10 al 12 luglio, riporterà in vita i reperti, le teche, i tesori del Pitrè.

Le stanze del museo saranno per l’occasione trasformate in una sorta di “arsenale delle apparizioni” di pirandelliana memoria, mentre all’esterno saranno allestiti spazi dedicati agli spettacoli dell’Opera dei Pupi, al cunto, al teatro di figura e di narrazione, ma anche ai laboratori degli artigiani e all’animazione per i bambini.

La “Macchina dei Sogni” si aprirà  sia sabato che domenica con “Tra cunti e pupi per incontrare Pitrè, il percorso ideato da Mimmo Cuticchio per rianimare e vivificare le “meraviglie” riposte nelle teche. Le prime quattro stanze del museo raccolgono i mestieri, le quattro successive conservano modellini e stampe dei venditori ambulanti, mentre le ultime ospitano il nucleo originale della collezione Pitrè (carretti, carrozze, diversi pupi).

museo pitrè

La “Macchina” proverà a immaginare che l’intero patrimonio esposto acquisti vita propria. E lo farà con gli attori: Santa Buttaci, Salvino Calatabiano, Librante Dino Costa, Tiziana Cuticchio, Heidi Mancino,  Isabella Messina, Salvatore Ragusa e i Cialoma. Repliche  alle 12, alle 16 e alle 18.

Dalle 16,30 alle 18,30 di entrambe le giornate, si potrà partecipare al laboratorio per bambini dell’Atelier “La Lucciola”, a partire dalla fiaba (raccolta dal Pitrè) “Malvizia”. Alle  21,15 di sabato, invece, lo stesso Cuticchio proporrà uno spettacolo tradizionale di opera dei pupi, dal titolo “Prime magie del mago  Malagigi”.

“Presenterò un episodio della storia che non vede protagonisti gli eroi Orlando e Rinaldo contro Rodomonte e Gradasso, l’amore di Angelica e Medoro o ancora i fatti di Agricane e Fellerina – spiega lo stesso Cuticchio -, ma la nascita di due gemelli meno noti al grande pubblico, che un giorno diventeranno l’uno un valoroso paladino, pilastro della corona di Francia, e l’altro un mago, re di tutti i maghi e principe dell’Inferno,  sostegno dei paladini e delle loro imprese”.

Dietro le quinte del teatrino, neanche a dirlo, ci sarà l’intera famiglia Cuticchio: il fratello Nino, i rispettivi figli, Giacomo e Tiziana; l’aiutante Tania Giordano con gli allievi manianti Librante Costa, Salvatore Ragusa, Provvidenza Paladino e  Rosalia Riccobono.

Danze e contradanzeDomenica 12, dalle 19 alle 23, si chiude con le Danze e Contradanze a cura dell’associazione “Tavola Tonda“.

Le feste a bballu nella tradizione contadina salutavano la fine di un ciclo di lavoro, l’occasione per la comunità di riunirsi: oggi vengono riproposte dalla Scuola popolare di danza e musica di “Tavola Tonda” come una gioiosa festa, con gli insegnanti della scuola sul palco a eseguire brani della tradizione popolare siciliana per danzare tutti assieme guidati dai docenti di danze tradizionali. Si andrà dai cerchi di scottish e dalle polke figurate al ballettu messinese, fino alla “sudatissima” contraddanza finale. Neofiti e ballerini rodati saranno guidati nei passi e accompagnati musicalmente da Michele Piccione (zampogna, tamburi a cornice, marranzano), Benedetto Basile (flauto traverso, ottavino), Alessandro Venza (chitarra), Marco Macaluso (fisarmonica), Barbara Crescimanno (tamburi a cornice, danza), Elisa D’alessandro (danza) e Bartolo Cuccì‘bastuneri’ di contraddanza.

Due, poi, le mostre visitabili in questi tre giorni: nella cappella del Marvuglia, un’esposizione dedicata al Teatro Popolare di Palermo, a cura di Fabrizio Lupo e Valentina Console per l’Accademia di Belle Arti, che ricostruisce i tre ambiti del teatro popolare che hanno caratterizzato la cultura siciliana e che Pitrè documentò durante la sua incessante attività di raccolta delle tradizioni dell’Isola. Verranno analizzati i Casotti, le Vastasate e il Teatro dei Pupi dalle origini sino ad oggi e, riunite in un unico settore, le varie forme del teatro popolare di strada. Tra disegni d’epoca, ricostruzioni, modelli, pupi antichi, come i famosi Nofriu e Virticchio della collezione di Mimmo Cuticchio.

Gabriella Carlino e i suoi strumenti musicali

Gabriella Carlino

Negli spazi esterni del Museo Pitré, invece, prenderanno vita le botteghe artigianali di Giuseppe Buglino (tamburi e strumenti musicali), Gabriella Carlino (liutaia, decoratrice), Rosi Di Gaetano (decorazione di vetro), Gianfranco Di Miceli (liutaio), Alfio Ferlito (miniature), Claudia Lo Galbo (giocattoli), Angelo Puccio (intarsio), Enzo Scerrino (ceramica moderna e ceramica colorata), Antonina Schimmenti (ricami e merletti), Angela Tripi (Le terrecotte d’arte) e Giuseppe Vitrano (torniere).

Insomma una macchina messa in moto con arte, creatività e tanta passione, alla cui guida ci sarà un Mimmo Cuticchio che, come sempre, saprà rendere concreti e reali i sogni  di grandi e piccini.

Gilda Sciortino

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