I “Paesaggi contemporanei” di Pino Di Buduo sbarcano ai Cantieri della Zisa, trasformati da 140 artisti

Cantieri della Zisa 2Nuovo look per i Cantieri Culturali della Zisa che, sino a sabato prossimo, vivranno una trasformazione radicale attraverso l’itinerario proposto da “Paesaggi contemporanei”, il progetto di Pino Di Buduo dello storico “Teatro Potlach”, realizzato  in collaborazione con artisti e associazioni locali.

Un intervento, nato in seno al Festival I ART,  che promette un’immersione totale nel mondo dei beni immateriali.

In tutto 140 gli artisti impegnati, dalle 21 alle 23, a “riscrivere” gli spazi tramite performance, teatro, musica, danza, videomapping e proiezioni.

«Il patrimonio culturale vivente sarà la chiave per leggere le performance che prenderanno vita in tutto lo spazio dei capannoni voluti dai Ducrot – spiega Pino Di Buduo, che ritorna a Palermo dopo l’ultima performance di dieci anni fa alla Vucciria -. Ogni superficie, parete, angolo, viale dei Cantieri, sarà investito da videoproiezioni, videomapping; i capannoni ospiteranno gli artisti – ballerini, musicisti, performer – e ognuno, a suo modo e con la sua tecnica, racconterà ora il ciclo del grano, ora i beni della terra e del mare, ora i pupi siciliani, il vino, i dolci o i sapori del territorio».

Cantieri della Zisa 11Un itinerario di circa 700 metri che trasformerà gli spazi in grandi palcoscenici, in cui si potrà assistere, in contemporanea, a oltre trenta rappresentazioni del cast del “Teatro Potlach” e alle performance di artisti e associazioni locali. Saranno coinvolti anche 18 allievi dell’Accademia di Belle Arti, intervenuti sui capannoni, i musicisti del Conservatorio e molti giovani ballerini legati alle scuole di danza della città.

«L’obiettivo principale di “Paesaggi Contemporanei”, in linea con l’intero nostro progetto – afferma l’ideatore di “I ART“, Lucio Tambuzzo – è quello di riscoprire, enfatizzare e valorizzare, attraverso l’arte, gli spazi urbani e l’immenso patrimonio immateriale della Sicilia, donando così agli spettatori itineranti, una nuova e rinnovata emozione all’idea statica di tradizione».

Uno spettacolo coinvolgente, totale, itinerante, multidisciplinare e multimediale in cui lo spettatore avrà un ruolo fondamentale: insieme agli artisti, si trasformerà in un viaggiatore-esploratore dei paesaggi contemporanei della propria memoria e della propria città. Punto di partenza, gli scatti del fotografo Melo Minnella, che da anni documenta le tradizioni siciliane più autentiche. Da quel bagaglio visivo è, infatti,  partito il progetto del “Teatro Potlach”, il cui metodo è sempre quello di “far parlare” lo spazio raccogliendone le suggestioni, come il Potlach fa da oltre 40 anni, da quando fu fondato nel 1976 da Pino Di Buduo e Daniela Regnoli.

Pino Di Buduo

Pino Di Buduo

Sorse come una costola dell’Odin Teatret, a cui si ispira come metodologia di lavoro, vita e spirito di gruppo. Ma, a differenza di altre esperienze analoghe, il Potlach utilizza molti più strumenti ed effetti “barocchi”: torce, luci colorate, giocoleria e videomapping, per non parlare di uno dei loro “marchi”, ossia tessuti bianchi utilizzati per vari scopi, maschere esotiche e costumi.

Il progetto che prende vita ai Cantieri della Zisa fa parte del Festival “I ART”. ideato e diretto dall’associazione “I WORLD”, con il Comune di Catania come capofila e il Comune di Palermo in qualità di partner, insieme a cento altri comuni siciliani. E’ finanziato dall’UE con la linea di Intervento 3.1.3.3. PO FESR 2007/2013.

Dopo Palermo, iPaesaggi contemporanei” toccheranno Sambuca (8-9-10 agosto), dove saranno ambientati nelle antiche purrere, le cave di pietra dell’antica Zabut, fatta di camminamenti e antri svuotati nei secoli, all’interno della fitta trama di stradine del quartiere arabo. Concluderanno il  loro viaggio a Catania (28-29-30 agosto), nei cortili dell’antico Palazzo Biscari.

Gilda Sciortino

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