Al Teatro Zappalà di Mondello, Michele Perricone festeggia come ‘gnuri i suoi 30 anni di carriera

Michele Perricone

Michele Perricone

Trenta’anni e neanche sentirli. Questo potrebbe dire Michele Perricone, che questa sera festeggerà al Teatro “Vito Zappalà” di Mondello i suoi primi tre decenni di carriera. Lo farà con uno spettacolo che chiamerà a raccolta tutto il suo pubblico, ma non solo, al quale raccontare la Palermo di un tempo attraverso la memoria dello “’Gnuri”, testo di Marcello Maniscalco, da lui stesso interpretato.

A partire dalle 21.30 si potrà rivivere la memoria della nostra città, dando allo ‘gnuri la possibilità di ricordarla come una realtà  nella quale l’assessore preposto, in nome di un falso progresso, ha vietato l’uso della carrozzella. Proprio questo ‘gnuri con la mente a pezzi, ritornerà attraverso la carrozzella alla Palermo di un tempo, un altro mondo, dove forse “il pane era più amaro ma l’aria più dolce”.

Il ricordo galopperà al ritmo del cavallo. Anche perchè solo attraverso un mezzo di locomozione come questo, infatti, si possono assaporare gli antichi odori, sapori, i mestieri scomparsi, luci e brezze dimenticate, anche senza andare troppo indietro nel tempo. E sarà un’appassionata difesa della carrozzella, quella che metterà in atto Perricone, finalizzandola al ripristino del trasporto pubblico con tale mezzo, sia pure con finalità turistiche, come auspicato da questo progetto che si propone di dimostrare che non è calato il sipario sulla città scomparsa, inghiottita dal cemento e pervasa dai gas di scarico.

La volontà di rinascita, inoltre, verrà forzata dal racconto dello ‘gnuri non solo dal punto di vista rievocativo ma anche e soprattutto  partecipativo. Il racconto, quindi, sarà un pretesto e la chiave del regista che troverà, nella rievocazione dello ‘Gnuri, le indicazioni necessarie, per riportare nell’aria quel profumo smarrito e la semplicità di come si viveva un tempo.

Lo ‘gnuri di Michele Perricone ricorderà: se stesso, la Palermo del liberty, il profumo di zagara, le passeggiate, il Foro Italico, il baglio, quell’aria… Ricorderà e la malinconia, lentamente, si trasformerà per restituire all’innamorato l’amore, come al re la corona.

Lo spettacolo di questa sera ripercorrerà i sentieri del passato, non per versare lacrime amare sulle note malinconiche del rimpianto, ma per favorire un insperato riscatto.  Quando, infatti, la città non piange lacrime vane, il sentimento affettuoso che la sospinge – se è di rimpianto – è, però, anche di speranza.

In scena ci saranno anche Marco Feo e Federica Greco. La coreografia è curata da Alessia Gabriele.

Gilda Sciortino

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