I “Paesaggi contemporanei” di Pino Di Buduo nascono nelle antiche “purrere” di Sambuca

Sambuca

Sambuca

Entrare nelle antiche “purrere” e scoprirvi attori, danzatori di liscio, acrobati e persino degli escursionisti esperti di trekking.

Intrufolarsi nel dedalo fitto di cunicoli arabi che conduce alle antiche cave di tufo, da cui i “purriaturi” scavavano i materiali: un itinerario della memoria che si nutre di tradizioni, lavori manuali, fatica e cicli vitali, come può essere quello del grano o quello del vino.

Ci troviamo nell’antica Zabut, ovvero a Sambuca di Sicilia, nell’Agrigentino, dove il quartiere arabo ospiterà – ogni giorno dalle 21 alle 23, sino a lunedì 10 agosto –  performance, teatro, musica, danza, videomapping e proiezioni.

E’ questa la seconda tappa diPaesaggi contemporanei”, il progetto di Pino Di Buduo del “Teatro Potlach”, nato in collaborazione con artisti e associazioni locali,  in seno al Festival “I ART”, finanziato con fondi europei, ideato e diretto dall’associazione “I WORLD”, con il Comune di Catania come capofila.

Inaugurazione purrere

Inaugurazione purrere

Un’immersione totale, quello che si potrà fare in questi giorni nel mondo dei beni immateriali, così come è già stato ai Cantieri della Zisa a Palermo e come si ripeterà dal 28 al 30 agosto tra Palazzo Biscari e il Cortile Platamone, nel cuore storico di Catania.

Il “patrimonio culturale vivente” sarà la chiave per leggere le performance che prenderanno vita nelle antiche purrere (o pirrere), cave tufacee nate sotto le case del quartiere arabo di Sambuca, a cui il Comune sta dedicando grande attenzione. Questo perché ben presto avvierà un percorso di visite guidate per pochi spettatori alla volta.

Per capire ancora di più: l’antica Zabut prese il nome dall’emiro Al-Chabut, “lo splendido”, che edificò il castello-fortezza oggi distrutto, attorno cui si dipanava il quartiere saraceno delle “sette vanedde – ancora visibile – da cui partiva la fitta rete di cunicoli sotterranei che collegavano le cave, valida via di fuga in caso di attacco. In epoca medievale, gli stessi cunicoli furono trasformati in sepolture e carceri, mentre oggi la rete è interrotta dalle fondamenta delle case.

Un’altra cittadina sotto quella moderna, di fatto, chePaesaggi contemporaneipermetterà di scoprire attraverso un percorso, che partirà da via Navarro, si introdurrà nel Saraceno 3, il primo degli antichi sette vicoli arabi, arrivando in via Fantasma, dove sorge il Rosario, chiesa fondata dai Gesuiti nel 1400 per allontanare gli spettri.

Purrere

Purrere

Si toccherà, quindi, l’antica San Pietro (che sorge sui resti del castello arabo dell’emiro, successivamente chiesa cristiana dell’Assunta sotto i Beccadelli di Bologna, poi Matrice, danneggiata e chiusa dopo il terremoto del ‘68, attualmente aperta solo in occasioni speciali) sulla cui facciata prenderà vita il videomapping.

Si proseguirà per il luogo in cui sorgeva la Chiesa di San Giorgio (rovinata dal terremoto, demolita e mai più ricostruita), srotolando questo percorso su più livelli, entrando e uscendo dalle “purrere”.

Un itinerario di circa 400 metri – costruito con la collaborazione di Antonella Munoz Di Giovanna,  assistente al Centro polivalente di sostegno di “I ART” –  che trasformerà i luoghi, i vicoli, le stradine, i cortili e i cunicoli in grandi palcoscenici, per assistere, in contemporanea, a rappresentazioni del cast del “Teatro Potlach” e alle performance di artisti e associazioni locali.

Gilda Sciortino

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