Expo 2015, al Cluster Biomediterraneo si racconta la Sicilia anche attraverso la musica

11258712_1613051448966509_2323383338325944353_nSarà una settimana di spettacolo, cultura, storia, natura, cucina e agricoltura, al Cluster Biomediterraneo di Expo Milano 2015, per scoprire il fascino della Sicilia più interna. Un viaggio di 7 giorni, quello che offrirà il Cerereexposed – il grande contenitore pensato per raccontare l’enorme patrimonio dei territori interni della Sicilia e dell’Ennese in particolare –  tra performance, dibattiti, film, concerti, assaggi e amabili chiacchierate in compagnia di chef, artigiani del gusto, coltivatori, ma anche di studiosi, archeologi, scrittori, giornalisti e volti famosi della televisione, storici, antropologi, attori e musicisti.

Il programma presentato dal “Gruppo di Azione Locale Rocca di Cerere”, in perfetta sintonia con le scelte strategiche che caratterizzano la partecipazione della Regione Siciliana all’ Expo, vuole valorizzare gli aspetti identitari e sociali connessi al cibo e ai prodotti agroalimentari, legandoli alla vicenda storica, alle evidenze artistiche e archeologiche, naturalistiche e geologiche, ma anche al racconto del Mito.

La mitologia è, infatti, la risposta alla sete di infinito che anima lo spirito dei grandi uomini del passato e – non in piccola parte – del presente. E’, però, anche uno strumento per avvicinare il vasto pubblico tanto al mondo antico e all’archeologia quanto al territorio, alla sua storia/attualità e alla sua offerta ricettiva. Luca_Giordano_016-300x198Nel caso delle leggende legate alla storia della Sicilia, il mito di Cerere e di sua figlia Proserpina – il cui sacrificio sarebbe avvenuto sulle sponde del lago di Pergusa – ha determinato il sorgere della primavera e l’abbondanza dei frutti che hanno reso famosa la terra di Sicilia. Il culto di Cerere si lega, quindi, alle molteplici valenze che ha assunto l’agricoltura agli occhi degli uomini.

E per ricostruire una tipica una cena-simposio greca in Sicilia, secondo la descrizione tramandataci da Senofonte, alle 12 di oggi si potrà partecipare a un cooking show molto particolare, con quindici figuranti in costume del V secolo a.C., tra i quali musicisti con strumenti arcaici fedelmente ricostruiti.

Marco “Apicio” Berardinelli, cuoco esperto di cucina antica, indosserà il suo costume d’epoca e preparerà, assieme alle sue ancelle, un deipnon (il pasto vero e proprio) che verrà servito ai convitati in un triclinio greco-romano e condiviso con gli spettatori. Saranno anche distribuiti vini “alla moda greca” e il pubblico potrà cimentarsi nell’antico gioco del kottabos con le stesse coppe (kylix) usate dai contemporanei di Senofonte. Appositi spazi narrativi e dimostrativi illustreranno – e proporranno all’assaggio –  i legumi e le pesche tardive di Leonforte, le arancine, le confetture di frutta, la “frascatula”, il riso, la pasta e tanto altro.

Sergio Grasso e Erica Boschiero

Sergio Grasso ed Erica Boschiero

Sempre oggi, ma alle 16, talk food di Sergio Grasso, accompagnato dalla cantautrice Erica Boschiero, suErei ed eroi: perché le antiche leggende hanno aiutato i Siciliani a recuperare le proprie radici, a circoscrivere lo spazio in cui l’uomo ha acquisito la sua esperienza, a dare il giusto valore agli elementi della natura. A seguire, l’ incontro sulla tradizione casearia ennese, condotto dalla giornalista di Raiuno, Ilenia Petracalvina, con degustazione commentata e guidata.

Da non dimenticare che nel territorio del Gal “Rocca di Cerere”, il cui nome rispecchia la stretta relazione stabilita nel tempo tra la Madre Terra e l’uomo, insistono due tra le maggiori aree archeologiche classiche dell’intero Mediterraneo, la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina e la Polis Greca di Morgantina, ma anche antichi centri arroccati e colline che digradano verso le estese pianure orientali e che oggi definiscono il patrimonio storico-culturale del Distretto Rocca di Cerere Geopark, componente di European e Global Geopark, riconosciuti dall’UNESCO. A questi temi, giovedì 20, sarà dedicato un seminario internazionale con la partecipazione del prof. Nikolaos Zouros, presidente della Rete mondiale dei Geoparks.

Nel contenitore quotidiano di domani, mercoledì 19, invece, si parlerà della scoperta della Sicilia centrale attraverso la cosiddetta letteratura di viaggio, uno dei pochi strumenti che consente la ricostruzione storico-geografica di un territorio. Alle 16,30 Michele Cucuzza, giornalista e conduttore Rai, e Gioacchino Barbera, direttore del Museo di Palazzo Abatellis, dialogheranno delle memorie di viaggiatori di ieri e di oggi all’interno del talk food di Sergio Grasso, accompagnati ancora una volta da Erica Boschiero.

Michele Cucuzza

Michele Cucuzza

Il Grand Tour aveva come meta principale l’Italia. I viaggiatori più curiosi e intraprendenti raggiungevano la Sicilia in nave da Napoli, per evitare la Calabria, terra misteriosa e piena di pericoli Prima dell’800 solo pochi visitatori d’eccezione o spedizioni scientifiche, si spingono all’interno alla ricerca dei luoghi di Demetra. Alla tradizione del viaggio di conoscenza che culmina con il viaggio di Goethe, si associa spesso l’interesse per il patrimonio archeologico mobile che viene spesso acquistato dai viaggiatori e, nell’ottocento, anche un interesse economico per le tradizionali produzioni quali quella del vino forte, utilizzato per il taglio dei vini nordici. Ma la tradizione del viaggio in Sicilia prosegue ancora sino a tempi recentissimi con la presenza di scrittori, registi, attori e artisti.

Alle 21, un grande evento musicale. Laura Mollica, una delle più belle voci femminili della musica italiana, in concerto con La vuci mia, suite per voce e strumenti su frammenti della tradizione popolare siciliana, un progetto creato e interpretato con Giuseppe Greco che, alla chitarra e al tamburo a cornice divide la scena con Laura. Canti del mare, di carcere, d’amore, religiosi, di sdegno: melodie che esprimono la più autentica concezione del mondo e della vita della gente di Sicilia tra Ottocento e Novecento. Un’antologia minima, in cui la linea del canto sviluppa una tessitura più evoluta e contemporanea che, pur non perdendo il forte legame con la mediterraneità e le più antiche consonanze, si pone in una sfera atemporale.

Laura Mollica

Laura Mollica

Laura Mollica è inserita nel “Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia” UNESCO ed è considerata dalla critica nazionale ed internazionale l’erede spirituale della grande Rosa Balistreri. Il suo canto, oltre a essere un atto d’amore per la tradizione, è un momento altissimo di ricerca tecnica ed espressiva, che non rifugge mai dai più ardui e scoscesi melismi, come fioritura ornamentale della melodia, ma sa anche rarefarsi per diventare puro suono.

La giornata prevede anche uno speakeasy, condotto dalla giornalista di Raiuno Ilenia Petracalvina, su “Cibo e vita quotidiana alla Villa del Casale nel IV sec. A.C.”, iniziando sempre con il cooking show a ora di pranzo, questa volta dedicato a due particolarissime ricette della cucina ennese, la “frascatula” e il “macco di fave”.

Veramente ricco e fonte di ispirazione, dunque, il programma di questa settimana, il cui palinsesto è stato curato dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, con l’ideazione di Sergio Grasso e Francesco Santalucia. L’associazione culturale “L’Arpa” ha collaborato alla realizzazione degli spettacoli “Il Signore della neve” e “Divento terra“, che saranno presentati nelle serate di venerdì e sabato prossimi.

Gilda Sciortino

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