Alla Scuola di italiano per stranieri si parla di lotta alla mafia e di resistenza con giornalisti, avvocati e scrittori

11900085_886167344771956_9008897020884672114_nLa lingua italiana e la cultura, guardando in modo particolare alla lotta alla mafia e alla resistenza partigiana. Sono i temi dei tre seminari per gli studenti della “Scuola di Lingua italiana per Stranieri” dell’Università di Palermo, che saranno tenuti oggi e venerdì 21 agosto da Vincenzo Gervasi, Salvo Palazzolo e Angelo Sicilia.

Gli incontri si svolgeranno all’interno del Corso speciale avanzato della “Summer School 2015“,  al quale sono iscritti studenti provenienti da Cina (in particolare dalla “Sichuan International Studies University di Chongqing“), Giappone, Indonesia, Regno Unito, Francia, Polonia e Svizzera.

A dare il via agli incontri è Salvo Palazzolo, tra le più prestigiose firme del quotidiano La Repubblica, con il tema “Il linguaggio del giornalismo e la mafia”. Un linguaggio che parte sempre da un punto: la ricerca. Perché, come spiegherà lo stesso Palazzolo, “negli anni sono tante le domande a cui lui e i suoi colleghi hanno tentato di dare risposta”. A seguire, ci sarà la lezione di Vincenzo Gervasi dal titolo “Le verità nascoste ed i depistaggi: le esperienze dell’avvocato delle famiglie di Peppino Impastato di Mario Francese e nel maxi processo”.

Entrambi porteranno in aula le loro esperienze personali: da un lato, la vita di un giornalista, da sempre in prima linea nella denuncia dei sistema mafiosi; dall’altra, il vissuto all’interno delle aule dei tribunali, in veste di avvocato di parte civile, nei più importanti processi di vittime della mafia, come per la famiglia del militante antifascista e antimafia Peppino Impastato, del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e nei processi contro i boss Salvatore Riina e Leoluca Bagarella.

«Le testimonianze di resistenza contro un sistema corrotto verranno portate all’attenzione degli studenti soprattutto con l’obiettivo di scardinare quei pregiudizi che troppo spesso accompagnano agli stranieri che raggiungono Palermo e altre zone della Sicilia – spiega il direttore della Scuola, la professoressa Mari D’Agostino -. Con i seminari dedicati alla lotta alla mafia, da sempre promossi dalla Scuola, si punta a mostrare che la Sicilia è soprattutto la terra dell’antimafia. Ovviamente, il tutto in un contesto di formazione e apprendimento linguistico».

Sempre di resistenza si parlerà venerdì 21 agosto con Angelo Sicilia, direttore del “Museo di Pupi Antimafia”, che parlerà del suo libro dedicato ai partigiani dell’isola e di cui, purtroppo, si conosce troppo poco la storia. Con “I siciliani nella guerra di liberazione” si darà spazio alle più di sessanta storie vere di uomini che hanno partecipato alla lotta contro il nazifascismo. Vicende raccolte in più di dieci anni di lavoro in diverse zone della Sicilia e pubblicate in “Testimonianze partigiane. I siciliani nella lotta di Liberazione” (Navarra editore).

Gli incontri si terranno dalle 9 alle 13 nelle aule della Scuola (ex convento di Sant’Antonino) e sono curati dai docenti, Giuseppe Paternostro e Vincenzo Pinello.

Gilda Sciortino

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