In marcia a piedi nudi come coloro che giungono a noi senza nulla in cerca di pace

PalermoE’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E, anche se non ci sono soluzioni semplici, volere stare con chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere.

E’ un lungo cammino di civiltà quello che vuole percorrere la “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”, dando il via a un processo di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e alle donne del mondo di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche.

«Consapevoli che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa –  tuonano gli organizzatori -,  per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. Chi aderisce alla marcia ha deciso di stare dalla parte degli “uomini scalzi del 21° secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle».

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Un appello dal respiro internazionale, lanciato da un gruppo di artisti alla Mostra internazionale di Venezia e promosso nel nostro capoluogo dal Forum Antirazzista di Palermo, seguito da decine di associazioni e movimenti siciliani, che sta mobilitando migliaia di coscienze. Umanità che domani marceranno a piedi nudiin segno di solidarietà e di umiltà nei confronti di chi giunge lungo le coste siciliane denudato anche dei propri sogni e delle proprie speranze, ma anche in difesa dei rifugiati e dei richiedenti asilo, vittime dei trafficanti e delle politiche migratorie focalizzate più sulla difesa dei confini che sulle vite umane”.

Il capoluogo siciliano, spesso avanti in tante battaglie, ha deciso di farlo con un giorno di anticipo e alle 19 di oggi ritroverà davanti al Teatro Massimo quanti credono che questa mobilitazione possa servire. Da lì, ci si muoverà percorrendo le vie Ruggero Settimo ed Emerico Amari, giungendo il più possibili al porto di Palermo, luogo simbolico di sbarco di anime erranti, desiderose solamente di cambiare in meglio la loro vita.

11951971_1612876792297919_9029998226422313009_nSarà un’occasione per chiedere tutti insieme con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali: certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature; accoglienza degna e rispettosa per tutti; chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti; la creazione di un vero sistema unico di asilo in Europa, superando il regolamento di Dublino.

Migliaia, dicevamo, le adesioni da tutta Italia e non solo, al pari della Sicilia e di Palermo, la cui giunta comunale e i rappresentanti della Consulta della Culture, insieme al primo cittadino, saranno presenti, avendo aderito sin da subito alla marcia.

Ci sarà anche il Laboratorio Zen Insieme, realtà da sempre operante in un contesto difficile e spesso ostico ai cambiamenti, affermando che “la libertà di movimento è un fatto, prima che un diritto.  Le limitazioni poste dalla legge, i muri, non possono in alcun modo fermare i movimenti delle persone in fuga da guerre, persecuzioni e fame. Queste barriere possono però creare un mondo asimmetrico, di diseguali, di persone che per vivere devono nascondersi dallo Stato e continuare a scappare, anche quando hanno raggiunto una Terra, l’Europa, che sulla pace e l’uguaglianza si era fondata e che in questi muri rischia di far sbattere tutta la sua storia migliore. Le periferie del mondo bussano alla nostra porta, non differentemente dalle periferie delle nostre città. Sta a noi decidere se tentare di difendere l’immeritato privilegio di essere nati dalla parte giusta o pensare che i diritti e le tutele sono per tutti o per nessuno».

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Aderisce e partecipa anche la “Scuola di Lingua italiana per Stranieri” dell’Università di Palermo, con i suoi numerosi studenti provenienti da tutto il mondo. Per prepararsi all’evento, numerosi ragazzi hanno preso carta e penna traducendo in tante lingue – arabo, bangladese, mandinka, giapponese, cinese, turco, francese e  inglese – la frase di adesione alla manifestazione. Tra i giovani traduttori anche “minori stranieri non accompagnati”, ragazzi sbarcati senza famiglia sulle coste italiane e inseriti gratuitamente nelle classi di lingua italiana della scuola.

«Siamo a un nuovo giro di volta – sottolinea il Forum Antirazzista di Palermo che ha raccolto immediatamente l’appello e  mobilitato la nostra città  -.  Bisogna accogliere perché è giusto, perché è l’unica via per restare umani e preservare anche il nostro futuro, oltre a quello di chi arriva da altre parti del mondo. Aprire canali umanitari sicuri, per cui i profughi possano raggiungere l’Europa all’interno di un sistema comune di asilo, significa sottrarre miliardi di dollari ai trafficanti e ai terroristi. Significa permettere alle persone di arrivare non solo vive, ma con la loro dignità e le loro risorse da investire insieme in un mondo comune».

Tutto ciò vuole dire combattere senza armi i nuovi nazismi che stanno infettando il mondo, da Oriente a Occidente.

per marcia

«Non diventeremo più poveri per questo. La nostra povertà – aggiungono in conclusione gli attivisti del Forum – è frutto di precise decisioni politiche ed economiche, che nulla hanno a che vedere con la presenza di alcune centinaia di migliaia di profughi, in un continente vecchio e talmente ipocrita da sfruttare poi milioni e milioni di migranti per sostenere le economie sommerse dei principali settori produttivi. Queste migrazioni sono utilizzate oggi in maniera scellerata e irresponsabile per distogliere l’attenzione dalle vere cause della precarietà delle nostre vite. Ecco, dunque, gli impoveriti d’Europa contro i poveri e i deboli del mondo. Sottraiamoci a questo gioco al massacro. Camminiamo scalzi».

Gilda Sciortino

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