I ART/Musica: i canti del lavoro e degli emigranti nelle “Canzoni scordate” di Mario Incudine

Mario Incudine

Mario Incudine

Sono dedicate a quella parte di Sicilia terra di emigranti, isola di serenate, riti religiosi, canti delle miniere.

Isola di musica, di sindacati, di lavoratori, di sindacalisti uccisi dalla mafia, le  “Canzoni scordate” di Mario Incudine, che alle 21 di oggi sarà in concerto al Teatro Garibaldi, in via Castrofilippo, nel cuore del centro storico di Palermo, nell’ambito del Festival I ART, il grande contenitore di eventi multidisciplinari facente parte dell’omonimo progetto comunitario, che vede il Comune di Catania come capofila, ideato e diretto da I WORLD.

 In un momento di piena globalizzazione culturale, di musica commerciale e facilmente commerciabile, Incudine propone uno concerto intimo, lieve e poetico che attinge alla musica tradizionale per proiettarsi in uno spettacolo moderno in cui la radice della tradizione siciliana si fa viva e ricca di spunti creativi.

Canzoni scordate” è sostanzialmente un viaggio musicale emotivo che parte dalle canzoni tradizionali, dalle serenate: i riti della Settimana Santa, i canti dei migranti, di lavoro e le novene che Incudine fa risuonare in chiave contemporanea, con arrangiamenti minimalisti che esaltano la vocalità e la profonda musicalità e comunicabilità della lingua siciliana.

Il repertorio è composto da canzoni “scordate” nelle miniere, nei campi di grano della Sicilia dei primi del Novecento, nelle sedi dei sindacati dei lavoratori, nelle chiese di campagna. Sono canzoni “scordate” anche nel senso musicale del termine, poco accordate, suonate dai barbieri, dai contadini, da musicanti improvvisati, da cantori poco intonati, ma che conservano tutta l’anima della Sicilia, terra di migranti verso il Belgio di Marcinelle, verso il Nuovomondo; terra di sindacalisti uccisi dalla mafia, di Turiddu Carnevali e Placido Rizzotto, dei poeti Ignazio Buttitta e Ciccio Busacca. E ci sono pure le canzoni “scordate” di Incudine, quelle scritte, incise e mai eseguite dal vivo, assegnate a tracce nascoste dei cd e che aspettavano l’occasione giusta per essere riscoperte.

Ciccio Busacca

Ciccio Busacca

Ne viene fuori un concerto di teatro-canzone, dove l’artista canta e racconta, narra e improvvisa aneddoti, dialoga con il pubblico su una scena a luci basse, lontano dal suo abituale sound dirompente che ha conquistato le piazze e che adesso cala la voce sussurrando all’orecchio dello spettatore per portarlo dentro i vicoli della Sicilia di ieri e di oggi.

Un progetto originale per I – ART, che mette le radici nel futuro e coniuga tradizione e contemporaneità in un percorso di brani che attingono alla memoria e che passano dalla penna di uno degli autori considerato tra i più interessanti del panorama italiano (Premio Loano 2014, Premio Tenco 2014 e Premio Clandestino 2015), che con coraggio rivela attraverso le sue canzoni una Sicilia lontana dagli stereotipi televisivi, viva e fiera.

Gilda Sciortino

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...