Un Festival delle culture allo ZEN 2 per costruire un futuro multiculturale, quindi piu’ vivibile

20 settembreUna giornata tutta dedicata alla contaminazione tra culture. Si svolgerà oggi in via Fausto Coppi, nel piazzale dietro la chiesa San Filippo Neri, allo Z.E.N. 2 di Palermo, la IV edizione del “Festival delle Culture – Meet Me Halfway – La Cultura Chiama il Dialogo”.

Anche quest’anno la manifestazione ha come principale obiettivo l’incontro interculturale tra le diverse realtà palermitane per stimolare il dialogo e il reciproco scambio. L’intento è, infatti, quello di creare un futuro di aggregazione e condivisione all’interno della comunità cittadina, combattendo i pregiudizi e le discriminazioni di qualsiasi natura.

L’evento, organizzato dall’associazione “H.R.Y.O.” (Human Rights Youth Organization), in collaborazione con le associazioni “Zen Insieme”, “Maghweb” e “ARCI Palermo”, darà vita a una serie di attività e azioni per sensibilizzare la cittadinanza a tematiche quali l’interculturalità e l’integrazione. Proprio per favore questo processo, le associazioni che hanno aderito a questa edizione del festival realizzeranno una serie di workshop e attività ludiche non formali, utili a conoscersi e a riconoscersi come abitanti della stessa città.

«Abbiamo pensato a questo quartiere – spiegano gli organizzatori – per incentivare lo sviluppo locale e abbattere le barriere mentali e il pregiudizio dilaganti che sono andati crescendo negli anni attorno a questo luogo e a chi lo abita. Attraverso il coinvolgimento degli abitanti del luogo e il supporto di tutti i volontari, vogliamo creare una giornata dove a fare da padrona sia l’allegria, demolendo in tal modo le paure e offrendo spazio alla creatività e al gioco. Il filo conduttore, quindi, sarà l’aggregazione attraverso la cultura dello stare insieme, dei diritti umani, del dialogo e della conoscenza in tutte le sue forme».volontari-zen

Grazie alla collaborazione di tanti soggetti, tutta la mattinata offrirà la possibilità di partecipare a laboratori di animazione, danze popolari e orientali, attività di riciclo e giardinaggio, installazioni artistiche e spettacoli dal vivo.

Nel pomeriggio, invece, spazio all’osservazione solare e workshop astronomico a cura dell’associazione “O.R.S.A.”, ai cantastorie musicati, al cruciverba interculturale. Alle 15 partirà anche la “sfida culinaria tra le  mamme del mondo”. Un programma ricchissimo che prevede anche  un angolo di scrittura creativa e reading sui diritti umani, come anche attività di inclusione sociale con soggetti disabili, insieme a quelle di prevenzione e informazione MST/HIV/HCV, raccolta firme sulle petizioni di Amnesty International, animazione sui temi portati avanti da Emergency, preparazione dei piatti tipici delle Mauritius, una mostra fotografica sul’emergenza rifugiati, per fare un tuffo contro l’indifferenza.

E ancora, shooting fotografico per la pace, la presentazione del libro di Salvatore Garofalo “Quelli che non ti insegnano ad amare” (dalle 17 alle 19), balletti capoverdiani e preparazione di cibo tipico, la prima tappa siciliana della Carovana Internazionale Antimafia, ma pure il workshop “Open Borders vs. Fortress Europe” – I giovani e le politiche migratorie europee. Insomma di tutto di più per dare vita a una giornata fortemente culturale.

Inoltre, ogni cittadino che parteciperà all’evento è invitato a portare una piantina o un fiore al fine di abbellire il quartiere. L’idea è quella di creare un simbolo della pace, il cui interno sarà decorato da impronte di piedi e mani e, al cui esterno, sarà sistemato ciò che verrà donato. Prenderà, in tal modo, vita un flashmob per la pace, dal titolo “TUTTI GIÙ PER TERRA”.

zen-girdino (1)Il tutto, considerando che proprio in via Fausto Coppi dove si svolge il festival, è stata installata una statua del Genio di Palermo, nume tutelare della città. Si tratta di un manufatto – realizzato in terracotta ed alto più di un metro – donato dal ceramista Carlo Rubino di Monreale, simbolo di rinascita e rinnovamento. Con la bonifica di una piccola porzione (circa 200 metri quadri) del piazzale e la posa di questa statua, si vuole lanciare un messaggio provocatorio alle istituzioni che, troppo a lungo, hanno lasciato all’incuria e all’abbandono uno spazio fondamentale per un quartiere come questo, che incredibilmente non ha una piazza, un luogo d’aggregazione da offrire ai suoi abitanti. Un’iniziativa voluta da e per il quartiere che, però, ha bisogno di aiuto e sostegno.

«Si tratta di un intervento che necessita di ulteriore appoggio e manforte sia da parte dei cittadini e soprattutto da parte dell’amministrazione – sottolineano gli organizzatori – che, con poco, potrebbe migliorare esponenzialmente la qualità della vita all’interno del quartiere. Chiediamo, quindi, al nostro primo cittadino che convochi una conferenza di servizi per iniziare un percorso condiviso per recuperare lo spazio e dare finalmente una piazza allo Z.E.N. 2».

Gilda Sciortino

 

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