La Carta di Treviso compie 25 anni e la Sicilia ricorda le tante battaglie per i diritti dei minori

12079528_1691294081082166_8469273378462874076_nUn anniversario importante quello di domani, lunedì 5 ottobre. Fu nel neanche tanto lontano 5 ottobre del 1990 che la Carta di Treviso veniva stilata e sottoscritta dall’ Ordine dei Giornalisti e dalla Fnsi, in collaborazione con il Telefono Azzurro e le associazioni di volontariato della Città di Treviso, che organizzarono il convegno “Da Bambino a notizia, i giornalisti per una cultura dell’infanzia”.

A venticinque anni dalla sua nascita, quindi, la prima Carta deontologica al mondo, a tutela dei minori, sarà rivisitata e rievocata in Sicilia nel corso di questi mesi, programmando e promuovendo numerosi eventi a ogni livello.

«Colgo con piacere il sostegno ai principi della Carta – afferma Tiziano Toffolo, tra i principali promotori di tante iniziative a essa legate  – che proviene dalla “migliore Sicilia” (in primis dall’Ordine Regionale dei Giornalisti),  quella “Sicilia dei comunicatori” che mi ha subito conquistato per il rispetto della famiglia e dei bambini e per la particolare sensibilità, nella stragrande maggioranza dei casi, nei confronti di temi delicati come la tutela dei minori nei media».

Ormai patrimonio, oltre che della professione giornalistica, anche dell’opinione pubblica, in modo particolare delle mamme e dei papà, come anche di tutte le persone sensibili, a cui sta a cuore la crescita serena dei bambini e degli adolescenti, la Carta di Treviso è una vera e propria arma contro ogni tentativo di violazione dei diritti dei più piccoli.

Decine e decine sono, infatti, le proteste quando la Carta viene violata (e purtroppo i casi sono in costante aumento negli ultimi tempi), come nei più recenti fatti di cronaca: uno per tutti, la tragedia di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, dove il fratellino del povero Loris rischiava di essere “stritolato” dalla famelica macchina del gossip. Drammatica storia che ci ha riportato ai tempi di Cogne, quando Davide, il fratellino di Samuele, è stato oggetto del peggior morboso gossip. Non va, quindi, dimenticato che, grazie al forte e tempestivo del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, con un pressante comunicato rivolto a tutti i colleghi che invitava al rispetto del codice deontologico e alla tutela dei minori coinvolti, si è riuscito a fermare  una vergognosa serie di reportage “morbosi”, soprattutto televisivi sul caso del povero Loris.

«Sono certo che la Sicilia –  conclude Toffolo – ancora una volta, anche in occasione di questo anniversario, sarà in prima linea, nella divulgazione dei valori della Carta di Treviso, primo codice deontologico dei giornalisti italiani e fiore all’occhiello di etica professionale di tutta la categoria».

Gilda Sciortino

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