Gli “esercizi di normalità” di Roberto Fontana da oggi a “XXS aperto al contemporaneo”

DOGMEN, 2013 - Tecnica mista su tavola - cm 36x50Sono le corporeità svilite e dolenti, capaci di esternare la condizione “border-line” cui è relegato chi non riesce ad adeguarsi ai canoni d’una coatta normalità, i soggetti prediletti da Roberto Fontana, raffigurati – con notevole coerenza tematica e stilistica – anche in quest’ultima sequenza di dipinti, esposta alla Galleria XXS aperto al contemporaneo a partire da oggi.

Individualità profondamente mortificate e destabilizzate dalla “pressione” esercitata dal contesto circostante; equilibri psiche-soma fortemente perturbati, che il pittore palermitano ha saputo analizzare e tradurre visualmente con quel tipico approccio impietoso – senza filtri o remore di sorta – che ne contraddistingue da sempre l’inconfondibile cifra artistica ed estetica.

«Forte di un linguaggio impregnato di venature espressioniste,  in cui si mescolano le suggestioni “nordiche” mutuate da Nolde, Kirchner e Munch, insieme agli spunti offerti dal beneamato Bacon e ai diretti insegnamenti del dionisiaco azionista Hemann Nitsch – scrive Salvo Ferlito, curatore della personale che si inaugura alle 17.30 – ma anche di proficue indicazioni provenienti dalla più attuale street art, Fontana ha impaginato un impressionante “casellario” di singole tipologie di disagio e di squilibrio psico-corporale, non limitandosi a una semplice elencazione di natura puramente “tassonomica”, ma procedendo nel senso dell’acuto approfondimento d’ogni caso esaminato. Il tutto, finalizzato alla piena comprensione delle cinetiche destabilizzanti di cui è preda l’intero corpo sociale per effetto della “normalizzatrice” volontà di controllo esercitata dalla classe dirigente».

L’inevitabile alienazione dal contesto e l’irreversibile scivolamento verso la disidentità,  nella cruda riflessione per immagini  condotta da Fontana, costituiscono il logico e consequenziale punto di arrivo per chi non voglia o non sappia assoggettarsi agli intenti ed ai dettami di tutti quei  registi – più o meno occulti – che tendono a orientare e condizionare i comportamenti dei singoli e dei gruppi.

«A fronte d’una così insistita pressione omologante esercitata dal contesto, in assenza di volontà o capacità di assimilarsi – prosegue Ferlito –  lo scivolamento verso una dimensione separata di solipsismo si pone al contempo come fuga da un giogo insostenibile e anche come esibita reazione nei confronti d’una inaccettabile realtà. E’ proprio questa condizione ibrida, di vittima sacrificale e di oppositore consapevole a essere rappresentata senza infingimenti e con veemente congruenza, spingendo gli osservatori a “prender posizione” attraverso una lettura intensamente simpatetica. Un’identificazione emozionale e affettiva con questi esemplari di umanità dolente – quella indotta da Roberto Fontana con la sua pittura – che non punta a suscitare un semplice coinvolgimento interiore dalle finalità catartiche, ma che mira all’induzione di una più ampia riflessione di carattere socio-politico, con l’auspicio della piena presa di coscienza delle perverse e distorte logiche di cui è preda l’intera società».

La mostra si potrà visitare sino al 7 novembre, dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20.

Gilda Sciortino

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