“Giornata internazionale dei disabili”, la Sicilia sempre poco attenta ai loro diritti

Salvatore Crispi

Salvatore Crispi

“Inclusione: accesso ed empowerment per le persone con tutte le abilità” è il tema scelto per la “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2015”, iniziativa promossa ogni anno dall’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di abbattere gli ostacoli sociali e materiali che minano la qualità della vita dei disabili.

Quello si dovrebbe celebrare è la valorizzazione delle abilità delle persone con disabilità, concentrandosi sulle pari opportunità e sull’empowerment.

«In Sicilia, purtroppo, queste parole risultano vuote affermazioni – afferma Maurizio Li Muli, presidente della III Commissione Attività Sociali e consigliere della Quinta Circoscrizione del Comune di Palermo -. In questi anni non solo non siamo andati avanti verso delle città accessibile e includenti ma, al contrario, alcune conquiste realizzate negli anni precedenti si sono perse tra l’indifferenza generale».

Un riflessione che porterebbe a dire che oggi è impossibile parlare di pari opportunità ed empowerment, di autostima e autodeterminazione quando, sul fronte della disabilità, numerosi sono i problemi che devono ancora affrontare le famiglie siciliane: dall’ insufficiente assistenza domiciliare al trasporto degli studenti disabili, sino alle barriere architettoniche mai interamente eliminate.

download 2015«In Italia – aggiunge Li Muli –  la spesa media pro-capite per i servizi ai disabili è di 23 euro l’anno,  contro quella europea di cinque volte tanto. Francamente non riesco più a chiedere alla politica regionale di intervenire, perché siamo di fronte a una totale mancanza di idee per soddisfare queste esigenze. Il motivetto che viene espresso è sempre lo stesso: “Non ci sono soldi”. Spesso, però, si tratta solamente di mancanza di idee e di organizzazione. Se alcuni Piani di zona della 328 riescono a spendere tutti i fondi previsti e altri no, significherà certo qualcosa. Se nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni non si tiene conto delle barriere architettoniche, questo vuole dire qualcosa o no?».

Ciò che lamentano coloro che vivono più o meno direttamente quanti subiscono carenze e lentezze è un ritardo culturale che ancora non si riesce a colmare.

«E’  soprattutto la classe politica che affronta questi temi con una sorta di fastidio o di pietismo, belle parole e belle frasi in pochi convegni e poi via ad affrontare altri importanti problemi. Uniti si vince, uniti si lotta. Lo aveva capito molto bene il carissimo Salvatore Crispi all’atto della nascita del Coordinamento Handicap Siciliano, che con la sua morte prematura ci ha lasciato senza una guida e senza un vero riferimento. Oggi purtroppo le associazioni sono tornate ad auto-rappresentarsi, ognuna come meglio può, per cercare di soddisfare i propri legittimi bisogni, ma la lezione di Salvatore non va smarrita, l’unione fa sempre la forza».

forum-terzo-settore1Su una giornata importante come questa interviene anche Giuseppe Di Natale, portavoce del Forum del Terzo Settore della Sicilia, per il quale questa ricorrenza deve rappresentare l’occasione per una riflessione collettiva sulla condizione di vita dei disabili siciliani.

«Si tratta di affrontare i temi dell’accessibilità e della fruizione delle città, di favorirne inclusione, di riconoscerne piena e compiuta cittadinanza. Purtroppo, siamo ancora ben lontani dal raggiungere tali risultati. È il garantire un progetto di vita indipendente, cosi come sancito dall’art.14 della 328/2000, troppo spesso rimasto sulla carta o, peggio, ancora, sconosciuto ai più. Non è solo questione di risorse ma di consapevolezza e coraggio, a partire dal lavoro per realizzare una reale integrazione sociosanitaria: l’unica politica in grado di mettere al centro la persona, con i suoi diritti, le sue abilità, i suoi bisogni, il suo futuro. Quella odierna è una giornata che parla anche a noi che operiamo con, per e tra i disabili e le loro famiglie: una giornata che ci impone un ulteriore salto di qualità: è necessario fare più squadra, fare rete, di accantonare quanto potrebbe dividerci, privilegiando le tante cose che ci uniscono».

Anche per Di Natale non è parcellizzando la rappresentanza che si tutelano meglio le persone con disabilità.

«Stando insieme saremo più forti e autorevoli. È questo l’impegno che dovremmo assumere in questo 3 dicembre – conclude Giuseppe Di Natale – , affinché non rimanga una semplice data sul calendario».

Gilda Sciortino

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