Il dialogo prende forma a tavola. Al via da Moltivolti il progetto “Cucina sapurita”

L’integrazione inizia anche a tavola, condividendo  ricette e piatti tipici per sviluppare il dialogo interculturale fra le diverse comunità etniche della città.  Da questo assunto parte “Cucina sapurita”, progetto consistente in un “laboratorio” di integrazione culturale che passa attraverso un corso di  cucina etnica.

L’obiettivo di questo percorso è favorire l’incontro e il dialogo tra persone provenienti da Paesi diversi  grazie alla condivisione del cibo e lo scambio di ricette tradizionali.

Cinque le comunità etniche che vi prenderanno parte – Sicilia, Tunisia, Bangladesh, Gambia e Afghanistanognuna delle quali a ogni incontro proporrà un piatto tipico, seguito da una presentazione video e una degustazione,  insegnando agli altri a cucinare la pietanza tipica della propria tradizione culinaria.

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Il co-working Moltivolti

Il primo appuntamento si terrà alle 20 di oggi negli spazi del ristorante e co-working “Moltivolti”, in via Mario Puglia 21, a Ballarò.

Protagonista della serata sarà la “Caponata siciliana” nelle sue tre varianti: l’originaria con il pesce capone; l’aristocratica barocca, che aggiunge il polpo come ingrediente “principe”, la povera, la più comune, cioè quella con le melanzane.

Inserito nel ampio progetto nazionale “Semi di comunità” dell’associazione “Mondo Comunità e Famiglia” (Mcf), finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali,  “Cucina sapurita” nasce come un percorso di accompagnamento vicendevole tra alcune famiglie palermitane e immigrate, volto alla condivisione delle singole tradizioni di cucina, quale mezzo per attuare una conoscenza reciproca e personale che apre alla relazione e al dialogo interculturale. Diffondendo, soprattutto in questo difficile periodo storico, i valori del rispetto, della tolleranza e della condivisione fra etnie diverse che convivono nello stesso territorio.

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«Questa iniziativa vuole dimostrare che è possibile fare incontrare persone e famiglie di diverse etnie a partire dalle diversità che piacciono, quelle che si gustano in cucina – afferma Nino Spitalieri, responsabile del nodo e presidente di Acf Sicilia – . Infatti, a differenza delle diversità culturali, storiche e religiose che, se non conosciute, ci fanno  temere per la nostra integrità, quelle legate alla cucina ci attraggono, ci incuriosiscono, venendo percepite come nuovi sapori che arricchiscono il nostro palato, nuove ricette da aggiungere alla nostra raccolta.  La nostra scommessa sta proprio qui: partire dalla condivisione di ciò che è gustoso per creare relazioni personali che permettano di farci  conoscere e apprezzare anche ciò che è altro da noi».

Il menu finale di “Cucina sapurita” sarà così composto: Caponata siciliana, nelle sue tre varianti; Cous Cous tunisino (con carne e con verdure); Biryani bengalese (riso con carne); Mar Marò gambiano  (riso con crema di arachidi); Mantù afghano (ravioloni con carne).

Gilda Sciortino

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