Le ombre di Franco Scaldati in due serate al Teatro Garibaldi

bavera 5 genbnaio

Melino Imparato

Due appuntamenti da non perdere, oggi e domani al Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa, in via Castrofilippo 30,  dove,  alle 21 di entrambe le giornate, andrà in scena “È la terra un’unica finestra” di Franco Scaldati, con la regia di Matteo Bavera.

«L’universo di Franco è spesso frequentato da ombre di uomini apparentemente insignificanti, che acquistano grandezza universale ritornando dal regno dei morti sulla terra. La loro terra è Palermo…  Le rovine di Palermo – scrive il regista  -. Luoghi dalle difficili coincidenze, nascosti tra i mercati, dove improvvisamente ci appaiono, prima attraverso i suoni e le voci, quindi lentamente si materializzano, uomini e poche donne, facendo capolino da un banco di macellai, di fruttivendoli o mentre giocano a carte, al gioco del tocco, mistero regolato da un complesso di convenzioni, segrete ai non adepti, che determina la condivisione di numerose bottiglie di birra o la decisione di far ubriacare o lasciare a secco il prescelto del giorno».

Due serata, dunque, uniche, per potere conoscere il mondo di Scaldati che, tra i suoi luoghi simbolo. ha sempre avuto  la “Taverna” o la “Locanda”. Poveri ristoranti nei quali perlopiù si consuma vino, di dura digestione, ma adatto a combattere fantasmi.

scaldati

Franco Scaldati

«Si tratta di situazioni di estrema sussistenza ed emarginazione – prosegue Bavera – in cui convivono estrema violenza e dolcezze arabe. Per Scaldati questa umanità è scomparsa ed è suo compito riceverla dall’aldilà, come un Caronte che inverte il tragitto, attraverso la poesia che alberga in ognuno di loro e che solo lui sa riconoscere, nonostante le mistificazioni di moda. Nella nostra messincena queste “figurine” abitano i tavoli di una taverna di oggi. Come non succede mai, la taverna ospita un’essenza femminile, puttana, trans, cantante, padrona, serva… Un omino con le meravigliose sembianze dell’ultimo storico interprete del Teatro di Scaldati, Melino Imparato, attraversa i mondi del suo autore, passando continuamente tra morte e vita, con la poesia che solo i grandi attori sanno rendere. Per me lavorare con lui, da quando Franco è scomparso, è una vera emozione e una scoperta continua che si rinnova».

In scena Melino Imparato e Salvatore Pizzillo.  Gli elementi scenici e i costumi sono di Mela Dell’Erba, mentre la curatrice delle luci è Marianda Geloso. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Info al cell. 340.2457465.

Gilda Sciortino

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