Al “Ditirammu d’autore” è di scena Francesco Buzzurro

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Francesco Buzzurro (Foto di Paolo Galletta)

Ancora appuntamenti con i grandi personaggi, a inizio di anno nuovo, per “Ditirammu D’Autore”, la manifestazione ideata da Fabio Lannino e Vito Parrinello  al fine di permettere al pubblico di ascoltare e apprezzare in assoluta tranquillità le melodie e le sonorità uniche dei diversi artisti inseriti nel cartellone del Teatro.

Alle 21 di oggi il sipario si aprirà con la talentuosa esibizione dell’artista Francesco Buzzurro,  che torna in concerto al Teatro di via Torremuzza 6, dopo quattro anni dall’ultimo evento che lo ha visto protagonista nel piccolo e suggestivo spazio del centro storico cittadino. Il chitarrista siciliano, definito da Ennio Morricone tra i più grandi al mondo perché capace di far fruire a tutti la musica colta”, presenterà per la prima volta “FREEDOM”, il suo nuovo progetto live interamente dedicato al concetto di libertà.

«Con questo lavoro racconto la libertà del jazz e dell’improvvisazione – spiega lo stesso Buzzurro –, specialmente nel concerto per chitarra sola, che mi dà la possibilità di spaziare armonicamente e ritmicamente senza limiti. La libertà era il sogno di tutte le etnie che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si sono ritrovate negli Stati Uniti, tra cui numerosissimi siciliani, dando tanto al jazz. “Freedom” rappresenta, inoltre, la libertà delle mie scelte artistiche, che volutamente rifiutano qualsivoglia etichetta, alla ricerca di un linguaggio personale ma accessibile a tutti. È un grande piacere tornare al Teatro Ditirammu e sostenere questo piccolo gioiello, che con grande passione viene diretto da Vito Parrinello e Rosa Mistretta».

Con il suo approccio “orchestrale” alla chitarra e uno stile trasversale che fonde il mondo classico con il jazz e la musica popolare, Francesco Buzzurro proporrà al pubblico del Ditirammu i suoi nuovi arrangiamenti di grandi classici della storia del jazz, da “Tears” di Django Reinhardt (artista libero per eccellenza) a “Beija Flor” di Hamilton de Holanda, da “Petite Fleur” di Sidney Bechet a “Sicily del grande Chick Corea, fino alla “Rapsodia in Blue” di George Gershwin, perfetto esempio di fusione tra la musica classica e quella afroamericana.

Il costo del biglietto intero è di  16 euro, sgraniggio incluso, mentre di 12 per il ridotto (studenti entro i 26 anni, over 60 anni e gruppi di almeno 4 persone). Info e prenotazioni, al cell. 331.1044500. 

Gilda Sciortino

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