L’immaginario poetico di Roberto Lo Sciuto in mostra al Teatro Biondo di Palermo

teste.jpgSi intitola “Teste di legno”, la mostra che rende omaggio al teatro di figura di Roberto Lo Sciuto e che si inaugura alle 18 di domani, venerdì 12 febbraio, nel Foyer dello Stabile di Palermo.

Sottraendo all’oblio e a un destino di rottamazione le teste e testine di legno che gli artigiani siciliani avevano preparato per realizzare i pupi della tradizione, Lo Sciuto reinventa un immaginario poetico e teatrale. Le sue opere sono sculture, figurine tridimensionali o veri e propri quadri materici, scatole magiche all’interno delle quali le teste di legno “abbandonate” trovano una nuova vita.

«Le scarabattole e le installazioni di questa mostra – scrive Piero Longo – sono invenzioni di straordinario impatto visivo e culturale, poiché ampliano il senso originario degli apparati dei “mestieri” dei pupari e degli oggetti artigianali della tradizione popolare palermitana e si impongono per la loro diversità, sia sul piano della funzione sia su quello estetico».

Ricontestualizzando le teste, pitturandole, ornandole e assemblandone con altri materiali riciclati – legno, utensili, crinoline, vecchie immagini, passamanerie – l’artista inventa un mondo dei balocchi, enigmatico e divertente allo stesso tempo, che mantiene un legame con l’immaginario popolare del teatro di figura, pur rivendicando una propria autonomia concettuale.

«Nella manipolazione creativa di Roberto Lo Sciuto – aggiunge Longo – le “teste di legno” dell’arte popolare ripropongono il tema fascinoso dell’avventura che s’apre verso un ignoto risultato estetico, quando si parta da quello già dichiarato, riferendosi ad assemblaggi altri e a un loro uso improprio, che dà nuovo senso e significanza all’antico linguaggio artigianale da cui erano nate.  Gli altaroli e i teatrini, i pupi, i quadri, le scarabattole e le installazioni di questa mostra sono, infatti, invenzioni di straordinario impatto visivo e culturale poiché ampliano il senso originario degli apparati dei “mestieri” dei pupari e degli oggetti artigianali della tradizione popolare palermitana in particolare, imponendosi per la loro diversità sia sul piano della funzione che su quello estetico».

nuvole

Scenografo e animatore di associazioni culturali palermitane, tra le quali Punto Rosso e Voltaire, Lo Sciuto ha realizzato illustrazioni per diversi progetti editoriali, fra cui Il teatro Massimo in 3d. Ideatore e curatore di rassegne e mostre, è stato docente di Scenotecnica presso il Laboratorio Teatrale Comunale di Monreale, dal 1991 al 1994, e dell’Opera Laboratorio dal 1994 al 2000.

Ha collaborato, tra gli altri, con i registi Wolf Gaudlitz, Claudio Collovà, Roberto Andò, Beatrice Monroy, Mauro Avogadro, Mimmo Cuticchio, Simone Alaimo, Giuseppe Cutino e Gigi Borruso. Alcuni suoi allestimenti sono stati a New Delhi, Mumbai, Kolkata. Ha fatto parte del comitato creativo del 388° Festino di Santa Rosalia nel luglio del 2012.

La mostra resterà aperta fino al 6 marzo, tutti i giorni, esclusi i lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. L’ingresso è libero.

Gilda Sciortino

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