Gli ultimi istanti di vita di vittime della mafia nell’Almanacco Siciliano di Roberto Alajmo

 

Almanacco Siciliano.JPGDebutta in prima nazionale nel Piazzale Abatelli dello Steri di Palermo, alle 21.30 di mercoledì 29 giugno, Almanacco Siciliano di Roberto Alajmo, prodotto dal Teatro Biondo in collaborazione con l’Università di Palermo e il Consorzio allo Steri. Regista e interprete, insieme a Elisa Lucarelli e Cinzia Maccagnano, è Vincenzo Pirrotta

Tratto dall’Almanacco siciliano delle morti presunte (edizioni “Il Palindromo”) di Roberto Alajmo, lo  spettacolo racconta, come in una soggettiva, gli ultimi istanti di vita di uomini e donne uccisi nel corso dei cinquant’anni della guerra di mafia in Sicilia. L’ultima immagine prima che una luce bianca e abbagliante, «la luce davvero troppo forte» delle mattine di fine luglio a Palermo, si trasformi improvvisamente in nero.

«Certe volte le cronache dettagliate dei delitti – afferma Alajmo – si trasformano in pornografia, e la pornografia porta assuefazione. Allora l’unico rifugio può diventare una forma di ascesi stilistica».

L’Almanacco è una sorta di Spoon River siciliana, istantanee di morti improvvise o annunciate, quasi un repertorio che non si perde in interpretazioni, lasciando fuori lo spargimento di sangue, proprio come avveniva nelle tragedie greche. Rimangono le emozioni, i rimpianti, che lo spettatore è chiamato a decifrare nella lunga litania delle morti violente.

Almanacco Siciliano_Pirrotta_2.JPG«In quest’Almanacco – spiega Vincenzo Pirrotta – si raccontano delitti atroci ma con la levità della poesia. La parola è quella della vittima, è una drammaturgia dell’io, intima nel descrivere il momento che altri (cronisti, popolo, media) racconteranno con l’enfasi della notizia, delle edizioni straordinarie, della violenza e del sangue declinati in forma di spettacolo. Il tempo della morte diviene una sorta di offertorio alla vita, un ex-voto consegnato al pubblico, il cerimoniale dell’ultimo istante ma con la dolcezza dello stupore».

Le musiche originali sono di Marco Betta e dei Fratelli Mancuso, che le eseguono dal vivo, la scena di Claudio La Fata, i costumi dello stesso Pirrotta e le luci di Nino Annaloro.

Si replica fino al 3 luglio. Dopo, si  andrà in scena il 5 luglio nel Teatro Greco di Morgantina (ore 19.00), il 6 e 7 luglio nel Cortile del Palazzo Platamone di Catania (ore 21.30), infine  l’8 luglio al Teatro Greco di Tindari (ore 19.00).

Gilda Sciortino

 

 

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