Palermo Classica prosegue alla Gam. Sul podio Jorg Demus diretto da Tamas Vasary

 

Jorg Demus

Jorg Demus

 Un concerto che vale 171: è, infatti, questo il numero degli anni che raccolgono insieme il pianista austriaco Jorg Demus (classe 1928, poeta, appassionato storico e collezionista di strumenti antichi che restaura personalmente) e il direttore ungherese Tamas Vasary, classe 1933, noto anche per le sue numerose registrazioni per la Deutsche Grammophon che comprendono musiche di Liszt, Chopin, Debussy e Rachmaninov, oltre a sette dischi su Brahms con i Berliner Philharmoniker.

Insieme, alle 21.15 di giovedì 25 agosto nel cortile della Gam,  i due musicisti affronteranno il beethoveniano “Concerto per pianoforte e orchestra n.5 conosciuto come “L’Imperatore”, che seguirà all’ouverture del singspiel “Fidelio” e la mozartiana “Sinfonia n.41 – Jupiter”.

Il singspiel “Fidelio”  è l’unico lavoro teatrale scritto da Beethoven. La storia narra l’amore coniugale tra Leonore e Florestan che, imprigionato ingiustamente, viene salvato dalla sua amata, travestita da uomo, sotto il nome di Fidelio. L’Ouverture è l’ultima tra le quattro versioni da lui composte.

Nell’estate del 1788, Mozart compose la “Sinfonia n.41” Jupiter”. Il titolo, col rimando mitologico a Giove, non fu assegnato dal compositore ma probabilmente dall’impresario inglese Johann Peter Salomon, per evidenziare il carattere grandioso e divino di quest’ultima composizione strumentale di Mozart.

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Tamas Vasary

La performance si chiude con lo straordinario “Concerto per pianoforte e orchestra n.5”  di Beethoven, chiamato “dell’Imperatore”, scelto personalmente da Jorg Demus.

Venne eseguito per la prima volta a Lipsia il 28 novembre del 1811, suddiviso in tre movimenti: Allegro, Adagio un poco mosso e Rondò: l’allegro apre con una cadenza dal carattere virtuosistico, a cui segue l’esposizione dei temi da parte di tutta l’orchestra; l’adagio un poco mosso presenta un tema dalla cantabilità estrema unita alla dolcezza sublime, tipica dei suoi tempi lenti centrali. Con una modulazione improvvisa tramite una discesa cromatica, si corre al Rondò finale, che gli dona un carattere scintillante e gioioso.

Gilda Sciortino

 

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