Prosegue il percorso di Roberto Alajmo come direttore dello Stabile di Palermo

alajmo 2Dimissioni ritirate da parte di Roberto Alajmo, direttore del Teatro Biondo, che ha accolto l’unanime invito dell’ Assemblea dei Soci fatto proprio dal Consiglio di Amministrazione.

« Ci sono momenti in cui bisogna riflettere sul da farsi – scrive lo stesso Alajmo, in una lettara inviata a quanti lo hanno seguito, ascoltato, incoraggiato, attendendo in rispettoso silenzio una sua decisione – e altri sul già fatto. Questi giorni per me sono stati difficili perché ho dovuto riflettere su entrambe le cose: il da farsi e il già fatto. Le mie dimissioni erano state dettate da motivazioni personali, politiche e professionali. Posso dire che, grazie a voi e ai Soci, su quelle politiche e professionali ho ricevuto garanzie che mi consentono di guardare fiducioso al futuro del Teatro Biondo. Fra Regione, Comune, Fondazione e Consiglio d’Amministrazione ora sembra esserci un’unanimità d’intenti che lascia sperare. I lavoratori del Biondo sapranno cogliere il nuovo clima, facendo anche loro le scelte migliori per risanare il teatro, operazione ormai indifferibile, pena la soccombenza definitiva. Il piano di risanamento è duro ma, sebbene permangano alcune mie perplessità iniziali, spero che risulti sostenibile e consenta il funzionamento del Teatro, per le sfide che ci aspettano già sul breve periodo. Non partire con la nuova stagione sarebbe un colpo ferale per il Biondo, per questo sento il dovere, pur di avviarla, di passare sopra anche alle motivazioni personali, che pure restano”

Ai soci, ai lavoratori, al mondo del teatro nazionale e alla città – la più solidale e comprensiva nei suoi confronti – Alajmo ora chiede di fare ognuno la propria parte, perché «se anche una sola delle componenti venisse meno, aggiunge il direttore dello Stabile –  ogni sforzo sarebbe vano. E, di fronte a un fallimento, a dimetterci dovremmo essere tutti: io per primo, nuovamente». 

Biondo

Inevitabile la risposta da parte del primo cittadino. «Esprimo soddisfazione per la decisione di Alajmo – afferma Leoluca Orlando –  ritenendo che adesso vi siano le condizioni per proseguire e sviluppare l’ottima attività  artistica degli ultimi due anni, realizzando al contempo il necessario risanamento finanziario organizzativo dell’Ente. Ritengo, infatti  che sia e debba essere possibile, senza indugi, evitare l’inaccettabile default, al quale il Biondo appariva destinato, garantendo e rafforzando la presenza del Teatro pubblico palermitano nel circuito dei Teatri nazionali. A tal fine occorre e sono certo non mancherà – oltre quello confermato del Comune – l’impegno responsabile di tutti: dalla governance ai soci, dai lavoratori al pubblico che ha apprezzato gli ultimi cartelloni. Premesse di tale doveroso percorso sono la rapida definizione e l’avvio del nuovo cartellone e, al 31 dicembre, la chiusura in pareggio del bilancio 2016».

Gilda Sciortino

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