Le memorie tattili di Marilina Marchica in mostra alla FAM Gallery di Agrigento

Marilina Marchica

Marilina Marchica

Memorie tattili, tracce, impronte e incisioni che partono da un muro slabbrato e si allargano al paesaggio. Ecco la giovane Marilina Marchica, alla sua prima personale, capace di esprimere un talento già forte e conciso. Le sue tele di cotone e juta assorbono i segni, il degrado, le cavità, raccontando così la terra e la memoria.

Marilina Marchica, classe ’84, è la protagonista della nuova mostra alla FAM Gallery di Agrigento, realtà che continua nella sua convinta scommessa sui giovani artisti. Una trentina di lavori raffinati, racchiusi in “Signs and landscapes”, a cura di Cristina Costanzo, compongono questa mostra che si inaugura alle 19 di sabato 3 settembre, in via Atenea, e sarà visitabile fino al 24 settembre.

Protagonisti della ricerca di Marilina Marchica sono il segno e la traccia mediante la riduzione e la sottrazione di pensieri, stati d’animo e sentimenti che l’artista trasferisce sulla superficie delle opere.

MARILINA MARCHICA Landscape# - 2016 - Tecnica mista su tela - 80x80.JPGOlio, juta, smalto, carta, ferro, carboncino, paste di marmo, sono elementi contaminati, sfumati, oggetto della continua scoperta e curiosità della giovane artista, interessata da sempre alla realtà, ai paesaggi e alle città che sfuggono a sagome definite per ricollocarsi giustamente in una nebbia che ne sfuma i contorni.

È il tempo che scorre, un paesaggio in continuo divenire, entropico, urbano – la serie Landscapes# -che la porta a cercare sempre nuovi supporti, sperimentare, tentare. Fino alle opere più recenti, realizzate su lastre di ferro, icone intime e misteriose che scaturiscono dalla scarnificazione di segni e contenuti.

«Tra intimismo e sperimentazione, andando oltre e guardando altrove – scrive la curatrice, Cristina Costanzo – Marilina Marchica rappresenta quelle molteplici, variabili e invisibili costellazioni di significato che fanno parte del quotidiano e connotano il contemporaneo come scenario mutevole e incerto».

MARILINA MARCHICA PaperLandscape# - 2014 - Tecnica mista su tela di juta - 150x156.jpgL’idea compositiva parte dal muro, e con esso, il degrado, il deterioramento, l’impronta, le incisioni e i segni, che formano le sue parti e oltre: con lo scorrere del tempo anche ciò che gli era estraneo, in superficie, è passato a far parte del muro. L’incisione, il solco, il colpo, la cavità, la perforazione, sono elementi che, sebbene originariamente non ne facessero parte, con il passare del tempo finiranno per appartenergli.

«Dal topos iniziale del muro, comincia il progetto comunicativo di Marilina Marchica – aggiunge  Paolo Minacori, curatore di Fam Gallery -. Il grafema si espande e raggiunge la dimensione del paesaggio (Landscapes#), altre volte si riduce a una ricerca segnica (Signs#). Ogni sua opera è una complessa narrazione, che racconta di terra, di silenzio, di memoria, di fragilità».

La mostra si può visitare tutti i giorni, dalle 18 alle 21.

Gilda Sciortino

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