Cena ai sapori dell’integrazione per la conclusione di “Cucina sapurita”

cucina_sapurita2Ultimo appuntamento, lunedì 5 settembre, per  “Cucina sapurita”, il progetto di cucina etnica e integrazione culturale di Acf Sicilia (Associazione Comunità e Famiglia), finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Un laboratorio culinario che, a partire dalla tavola, ha sperimentato percorsi di dialogo fra le diverse comunità etniche presenti a Palermo e creato le basi per un futuro inserimento lavorativo.

L’evento conclusivo, in programma alle 20 come sempre negli spazi di MoltiVolti, in via Mario Puglia, nel cuore del centro storico di Palermo, avrà inizio con un dibattito sui risultati raggiunti dal progetto e la proiezione di un video che illustra tutte le attività svolte. Spazio, poi, spazio al cibo, con la degustazione di numerosi antipasti ispirati ai sapori tipici dei Paesi protagonisti: Sicilia, Tunisia, Bangladesh, Gambia e Afghanistan.

Avviato dal nodo di Palermo dell’associazione “Mondo Comunità e Famiglia” e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali all’interno del più ampio programma nazionale di Mcf, “Semi di comunità”, il progetto aveva come obiettivo finale l’inserimento socio-lavorativo dei migranti attraverso la valorizzazione e lo scambio delle proprie radici culturali, a partire dalla tavola.  Così, grazie a un corso di cucina etnica, un gruppo di immigrati provenienti da Tunisia, Bangladesh, Gambia e Afghanistan ha sviluppato competenze professionali spendibili nel campo della ristorazione. Il prossimo obiettivo dell’associazione e dei suoi volontari sarà quello di incentivare nuove occasioni lavorative in cui saranno coinvolti i partecipanti al progetto.

«In cinque incontri aperti al pubblico – spiega Nino Spitalieri, presidente di Acf Sicilia -.sono state oltre 300 le presenze registrate. Il progetto ha riscosso molto successo, stimolando la curiosità e l’interesse di un buon numero di cittadini nei confronti delle tradizioni culturali di altre comunità etniche. E questo è un primo segnale positivo verso il cambiamento, una prova che l’integrazione talvolta si può costruire dal basso, semplicemente con l’incontro. Anche sotto l’aspetto occupazionale, qualcuno dei partecipanti ha già avuto modo di trasformare le competenze acquisite in occasioni di lavoro. D’altronde, il fine di “Cucina sapurita” è stato proprio quello di gettare i semi di un percorso volto all’inserimento socio-lavorativo; aspetto che continuerà a essere curato e supportato da Acf e dai suoi volontari nei prossimi mesi».

Gilda Sciortino

 

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