Perché Bach non ha mai scritto un’opera? Spettacolo semiserio a lui dedicato

 

Bach.jpgUno spettacolo semiserio dedicato a Bach, che prevede il celebre Concerto brandeburghese n. 5 adattato per orchestra e per macchina musicale (“la macchina pensante”) e le opere contemporanee di Salvatore Passantino (Haus) e di Michele Dall’Ongaro (Bach Haus). Quello che ne viene fuori é HausBachHaus, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e il Conservatorio “Vincenzo Bellini”, che andrà in scena al Teatro Massimo: alle 11.30 e alle 20.30 di sabato 22, nella Sala Onu, mentre alle 17.30 di domenica 23 ottobre nell’ambito della rassegna “Nuove musiche”.

Un progetto rivolto ai ragazzi, ma non solo, che cerca di dare una risposta ironica a una domanda che assilla musicologi e appassionati da secoli: “Perché Bach non ha mai scritto un’opera?”.

La musica e la drammaturgia mescolano citazioni molto evidenti (Don Giovanni, West Side Story, Suor Angelica, Tosca, Wozzek, Madama Butterfly), altre ancora legate a uno stile o genere o convenzione: l’aria con strumento obbligato, qualche tic stilistico alla Bach, la passacaglia, la fuga, il canone doppio, il corale, il folk-song nello stile di Berio, la ballata alla Paolo Conte. Alla grande ricchezza musicale si sommano le “macchine musicali”, veri oggetti sonori virtuosi e irresistibili, dello scenografo Fabrizio Lupo.

Dall'Ongaro.jpg

Michele Dall’Ongaro

«Per scrivere la partitura – spiega Dall’Ongaro -mi sono ricordato di esilaranti pomeriggi che, da ragazzi, trascorrevamo tutti insieme. Un nutrito grappolo di studenti incollati a uno o due pianoforti, violini, flauti e percussioni improvvisate a leggere e cantare e mimare a prima vista l’intero repertorio lirico conosciuto. Un po’ di quella atmosfera è rimasta addosso alla partitura di Bach Haus. Il risultato è che noi ci siamo divertiti a farlo, se qualcuno si è scandalizzato pazienza. L’intento era anche quello di comunicare il grande amore, prima di tutto fisico, per la musica».

Sia Haus sia Bach Haus sono ambientate a casa di Bach. Nella prima (libretto di Fabrizio Lupo) la protagonista è la madre/cuoca/imbonitrice di Bach che presenta davanti a una tavola imbandita automatica le prelibatezze della cucina tedesca, e tutto, stoviglie e cibi, diventa strumento musicale.

Gilda Sciortino

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