I ricordi abbandonati a cui ha ridato vita Melania Costa. Una mostra da “The Box”

2Più che un appuntamento culturale si può considerare un’occasione per fare, ognuno secondo il proprio modo di intendere la vita, un tuffo nel passato, nel personale passato, ripescando e rivalutando pezzi della propria storia, rappresentati da oggetti il più delle volte messi da parte perché ritenuti superflui, inutili.

E’ grazie a “Necromìti”, il concept di Melania Costa, che si inaugura nel pomeriggio di sabato 5 novembre negli spazi di “The Box”, in via San Lorenzo 273/M, che tutto ciò diventa possibile, che il passato riprende vita, con una nuova veste e una rinnovata dignità. In mostra fotografie d’epoca, il cui ricordo e i proprietari si sono persi nel tempo, insieme a oggetti abbandonati, lettere e poesie.

Tessere di mosaici che rappresentano percorsi umani intrecciati tra di loro, i cui su supporti sono stati reperiti per caso ovunque, trasformati dall’artista in installazioni dal gusto stilistico fortemente siciliano e dai colori che richiamano i carretti siciliani o gli stessi abiti dei personaggi della tradizione popolare sicula.

3«L’idea di metter insieme questi oggetti, ora in mostra in questo spazio – spiega la stessa Melania Costa – nasce dal ritrovamento e recupero, inizialmente casuale, di una serie di vecchie foto che, avendo evidentemente perso interesse da parte dei legittimi proprietari, sono state abbandonate al crudele destino dell’anonimato. Immagini di persone che hanno avuto una loro storia, foto di cui i parenti o chi per loro si disfano senza molti ripensamenti. O chissà….si sono perse lungo il cammino».

Ed é attraverso il loro rimaneggiamento artistico e creativo, che i personaggi di questi scatti riprendono nuova vita, intrecciando nuove storie che generano incontri e avverando desideri mai detti, speranze nascoste.

«Se si guarda attentamente – prosegue l’artista – ogni singola foto e ogni singola persona ha una sua storia, a volte triste, a volte irrispettosa, magari a volte anche gioiosa. Il materiale che fa da supporto alle foto e con cui vengono creati svariati oggetti, inoltre, é quasi interamente riciclato; anch’esso, quindi, vive di nuova vita. Il senso dell’idea progettuale, insomma, é anche quello di far rivivere una nostra tradizione popolare come quella della Festa dei Morti, ormai purtroppo in parte dimenticata o peggio soppiantata da qualcosa che non ci appartiene. come Halloween. C’è, dunque, anche una parte di ricerca antropologica di testi e riferimenti su questo tema e una riflessione su ciò che la fotografia, in senso lato, ci vuole trasmettere».

1Una mostra veramente speciale, quella a cui ha dato vita Melania Cista, la cui attività prevalente, quella che insomma le dà da vivere da oltre venti anni è di logopedista. Ha, per esempio, pubblicato un libro sull’autismo e sulla sua esperienza professionale con alcuni piccoli pazienti autistici.

Nel suo tempo libero, però, ha innumerevoli interessi: fa parte di AAF (AnimalsAsiaFoundation), di cui rappresenta il gruppo di supporto di Palermo, organizzazione che si occupa del salvataggio e recupero degli Orsi della Luna, specie in via d estinzione e barbaramente sfruttata per l’estrazione della sua bile in Cina, Vietnam e Corea.

Da parecchi anni, poi, crea gioielli artigianali, per esempio realizzati con la pala di ficodindia. Ama sperimentarsi con diversi generi artistici, come quello che dà vita a questa esposizione e che parte da un amorevole utilizzo di materiali di recupero.

La mostra si può visitare sino al 19 novembre, tutti i giorni – tranne il lunedì mattina e la domenica – dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Gilda Sciortino

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