Da Donna Franca all’Ecuador, le mostre di Fondazione Sicilia per “Palermo Capitale della Cultura”

Dal ritorno di Donna Franca a Caravaggio, dai grandi classici al linguaggio contemporaneo. Ecco le iniziative del 2018 a Palazzo Branciforte e Villa Zito

Il ritorno di Donna Franca

Il ritorno di Donna Franca

Si apre il 16 febbraio con l’esposizione a Villa Zito dal titolo “Da Ribera a Luca Giordano. Caravaggeschi e altri pittori della Fondazione Roberto Longhi e della Fondazione Sicilia, a cura di Maria Cristina Bandera, il ciclo di mostre-eventi con cui la Fondazione Sicilia festeggerà il 2018. Un  viaggio lungo un anno che celebrerà Palermo Capitale della Cultura attraverso linguaggi tradizionali, ma anche con l’esordio dell’arte contemporanea tra le proprie iniziative.

Dedicata ai pittori che nel primo Seicento hanno operato nell’Italia meridionale ispirandosi a Caravaggio, la prima di nove esposizioni, fruibile fino al 10 giugno, comprende anche la straordinaria tela di Valentin di Boulogne, La negazione di Pietro, interessante declinazione del caravaggismo di Bartolomeo Manfredi.

Un percorso, quello che la Fondazione si appresta a intraprendere, che intreccia grandi temi, come la valorizzazione delle collezioni di Palazzo Branciforte e Villa Zito e quello del territorio siciliano, ma anche il tema del viaggio e del ritorno.  Come nel caso di Donna Franca Florio, che rivive attraverso il leggendario quadro di Boldini, di nuovo a Palermo dopo lunghe e alterne vicende.

Il territorio torna, dunque, protagonista con la bellezza classica del kouros e le rappresentazioni cartografiche del bacino del Mediterraneo, con l’icona di Guglielmo II Odigitria e la Palermo arabo-normanna.

intermezzo 2018

Intermezzo 2018

Spazio, poi, ai grandi classici, come i caravaggeschi, da Ribera a Luca Giordano, che tanto hanno dato all’Italia meridionale e al mondo, ma anche ai linguaggi contemporanei, che dialogano con le collezioni permanenti, e a luoghi magici e lontanissimi nel tempo, come l’Ecuador e i suoi manufatti millenari.

«Abbiamo voluto celebrare quest’anno dando alle nostre iniziative un respiro nazionale – afferma il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – con un occhio come sempre attento alla valorizzazione della Sicilia e del Mediterraneo, ma anche a civiltà lontane solo nello spazio, proprio perché riconosciamo alla nostra isola la straordinaria capacità di dialogare con linguaggi, culture ed epoche diverse».

Dopo le mostre di Palazzo Branciforte, Sua Altezza Palermo e Maiolica. Il corredo dello speziale, XVII e XVIII secolo, si  proseguirà ancora a Villa Zito, con Incursioni contemporanee, a cura di Sergio Troisi, in programma dal 9 marzo a febbraio 2019.

Si tratta di una rassegna dedicata alla contaminazione tra le collezioni pittoriche della Fondazione Sicilia e ai linguaggi contemporanei, che metterà in mostra le opere degli artisti palermitani Daniele Franzella, Fulvio Di Piazza, Sandro Scalia, Francesco De Grandi e Croce Taravella, pronti a dialogare con quelle della collezione pittorica permanente.

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Terra Di Me

Dal 16 marzo al 20 maggio, un evento attesissimo: il ritorno in città di un’opera simbolo di un’epoca e della sola donna chiamata significativamente dal kaiser Guglielmo II “stella d’Italia”.  Fa, infatti, rientro  a Villa Zito “Il ritorno di Donna Franca Florio”, a cura di Matteo Smolizza,  celebre dipinto che Ignazio Florio commissionò a Giovanni Boldini nel 1901 (fu portato a termine soltanto nel 1924).  La sua messa in vendita aveva suscitato un vero e proprio turbamento, non soltanto nei palermitani. L’opera sarà di nuovo visibile grazie al sensibile e generoso intervento dei marchesi Annibale e Marida Berlingieri, nuovi proprietari del quadro.

Sarà ancora Villa Zito a ospitare, da maggio a marzo 2019, Intermezzo 2018, la rassegna di video installazioni  a cura di Agata Polizzi, con uno stretto legame con l’attualità.
In particolare, Alfredo Pirri affronterà il tema dell’importanza di archiviare nei processi creativi; Serena Vestrucci quello dell’osservazione della realtà; Stefania Galegati Shine dialogherà con le visioni alternative dello spazio urbano; Alessandro Plangiamore esplorerà il rapporto tra immagine e identità dei luoghi e Domenico Mangano quello con il linguaggio.

La suggestiva atmosfera carica di storia del Monte dei Pegni di Santa Rosalia accoglierà, dal 4 aprile al 3 giugno, L’icona di Guglielmo II Odigitria di Monreale “, restaurata dalla Fondazione Sicilia, a  cura di Maria Concetta di Natale e Mauro Sebastianelli.  Custodita nel Duomo di Monreale, é stata di recente fatta oggetto di approfonditi studi e di un importante intervento  di restauro, realizzati con il sostegno della stessa Fondazione. In occasione della mostra sarà, inoltre, presentato il catalogo della collana editoriale sui restauri da essa promossi.

Dal 13 aprile al 10 giugno, la Cavallerizza di Palazzo Branciforte ospiterà la mostra “Il kouros ritrovato”, a cura di Sebastiano Tusa.  Studi recenti hanno ritenuto pertinenti allo stesso manufatto il torso acefalo di kouros, acquistato da Paolo Orsi nel 1924 – e oggi esposto al museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa – e la testa di kouros, proveniente da Leontinoi e oggi esposta al museo civico di Castello Ursino di Catania. In questa occasione, per la prima volta, la statua tornerà alla propria interezza e dialogherà con la collezione archeologica della Fondazione Sicilia.

Torso di kouros

Torso di kouros

La mostra “Terra di me”, a cura di Giovanna Bianco e Pino Valente, invece, è in programma a Palazzo Branciforte dal 14 giugno al 30 settembre.  Si tratta di un progetto espositivo che comprende sia le carte geografiche antiche della collezione di Fondazione Sicilia sia rielaborazioni contemporanee e installazioni. Al centro di questo viaggio, l’immaginario collettivo e il racconti delle diversità, che caratterizzano il Mediterraneo e che partono proprio dalle rappresentazioni cartografiche.

La Fondazione “Patrimonio Unesco Sicilia” curerà “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Un viaggio per immagini dal Grand Tour al riconoscimento Unesco”, in programma a Villa Zito dal 12 ottobre al 16 dicembre. L’esposizione esplora le diverse produzioni figurative che hanno per soggetto i monumenti arabo-normanni di Palermo per il periodo che va dal Grand Tour agli anni Quaranta del secolo scorso. L’obiettivo è ripercorrere i momenti artistici di maggior fortuna nel lungo processo storico di riscoperta, rivalutazione e restauro di questi monumenti, culminato con l’iscrizione nella World Heritage List nel 2015.

A chiudere il 2018 e salutare il 2019 sarà “Ecuador al mundo. Un viaje por su historia ancestral (L’Ecuador al mondo. Un viaggio attraverso la sua storia ancestrale)”, al Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte, dal 9 novembre 2018 al 13 gennaio 2019. Organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica dell’Ecuador in Italia, l’esposizione  è un viaggio nell’affascinante terra dell’Ecuador attraverso 200 reperti archeologici di uso quotidiano realizzati tra il periodo preispanico (X millennio avanti Cristo) e la conquista Inca (XV secolo).

Gilda Sciortino

 

 

 

 

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