Alla Franchetti la musica sottolinea la “Giornata della Memoria” di Libera

Pino Puglisi

Beato Pino Puglisi

Una mattinata piena di memoria, ricordando quanti hanno sacrificato la propria vita per ideali più alti. La proporranno dalle 10 alle 13 di mercoledì 21 marzo la scuola secondaria di primo grado “R. Franchetti” e la scuola primariaN. Sauro di Palermo, in collaborazione con il Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, fondato dal Beato Giuseppe Puglisi, in occasione della XXIII Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno promossa da LIBERA per commemorare le 980 vittime innocenti di mafia.

Nomi che verranno letti alle 11.15 dagli alunni, accompagnando il tutto con un sottofondo musicale a cura degli stessi allievi. E sarà proprio la musica a fare da sfondo a questa mattinata, presentata alle 10 dai dirigenti scolastici delle scuole coinvolte e dal  vicepresidente del Centro di Accoglienza “Padre Nostro”.

L’evento, meteo permettendo, si svolgerà davanti la Casa Museo del Beato G. Puglisi, in piazzale A. Garibaldi n.5,  sito inserito tra gli oltre 4000 luoghi di memoria che si toccheranno  in ogni parte d’Italia in occasione di questa giornata. Ricorrendo, poi, quest’anno il 25° anniversario del suo assassinio,  la commemorazione, effettuata nel luogo dove egli visse e fu ucciso, assumerà una particolare pregnanza.

libera 1Al fianco dei ragazzi, per tutta la durata dell’evento, ci saranno i docenti Belfiore, Campanella, Corso, La Valva, Li Gotti, Milazzo e Sinopoli,che hanno curato la preparazione e l’esecuzione dei brani strumentali e canori che verranno eseguiti per l’occasione.

«I nostri ragazzi lavorano da mesi per arrivare a questa giornata preparati e motivati – spiega la referente per la Legalità, la professoressa Salvina Cangiamila – perché in questo giorno di risveglio della natura si rinnovi la Primavera della verità e della giustizia sociale e perché, solo facendo memoria, si getta il seme di una nuova speranza».

Un lavoro non indifferente che ha spinto gli alunni a ricercare informazioni su ciascuno dei nomi delle vittime innocenti di mafia, per dargli un’identità, conoscendo in tal modo la storia che sta dietro ciascuna di quelle persone, bambini, donne o uomini che hanno avuto una vita normale e svolto un lavoro o professione come tanti, prima di essere uccisi.

«Hanno avuto modo di riconoscere il valore della memoria – prosegue la Cangiamila cogliendo nel presente i segni concreti “dell’eredità” ricevuta, grazie all’operato e al sacrificio degli uomini che si sono battuti per la giustizia e la legalità. Un percorso che li ha aiutati anche ad assumere  un comportamento serio e adeguato alla circostanza. Mercoledì mattina dimostreranno prima di tutti a loro stessi quanto hanno imparato».

Gilda Sciortino

 

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