Ai Cantieri Culturali della Zisa, il debutto di “Volver”, nuovo spettacolo della Compagnia dei Migranti Amunì

Compagnia migranti.jpgDebutta alle 21 di giovedì 5 luglio, con replica venerdì 6, nello Spazio Franco dei Cantieri Culturali della Zisa, lo spettacolo Volver, nuova produzione della Compagnia dei Migranti Amunì, nata appena un anno fa come obiettivo del Progetto “Amunì 2017” dalla chiamata a raccolta di attori, performer e aspiranti tali che condividessero, in modi diversi, l’esperienza del migrante.

Vincitore del bando “MigrArti 2018”, indetto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e primo nella graduatoria nazionale, il progetto porterà in scena questo interessante lavoro ideato dal regista e drammaturgo Giuseppe Provinzano attraverso il laboratorio per la creazione contemporanea, inaugurato quest’anno dall’Associazione Babel Crew.

Già vincitore del premio “Dante Cappelletti – XI edizione”, Volver pone al centro del racconto  la memoria storica degli italiani costretti a partire, nei primi dei Novecento, verso terre lontane alla ricerca di un mondo migliore in cui insediarsi. Un’occasione per parlare di qualcosa di “vecchio” nel “nuovo” mondo degli sbarchi.

L’eccezionale nuovo allestimento vede un cast composto unicamente da giovani attori migranti. L’esperimento, inoltre, risalta i punti di contatto tra la loro storia e la nostra, quella italiana, vista con gli occhi di giovani donne e uomini che hanno potuto ritrovarvi “parti” di sé, a conferma che le storie di migrazione sono simili in ogni tempo, paese, cultura.

Forte il lavoro portato avanti quest’anno dalla Compagnia dei Migranti Amunì, calcando le scene nazionali con lo spettacolo “Il rispetto di una puttana”. Ha, poi, aperto il suo laboratorio permanente trovando casa dello Spazio Franco, giungendo fino a Bristol per raccontarsi a RE_ACT.

amuni2Nel suo percorso liquido, Amunì ha accolto nuovi ragazzi migranti, le loro storie e le loro esperienze, incrementando il confronto e il dialogo con stimoli nuovi e sempre diversi. Volver sarà, quindi, il risultato di un percorso di formazione artistica e di integrazione condotto da Giuseppe Provinzano, coadiuvato dagli attori professionisti che un anno fa componevano, insieme ai ragazzi migranti, il cast de “Il rispetto di una puttana”.

Altre figure tecniche e artistiche si stanno stringendo attorno al progetto: dalla musica alla scenografia, dalla scenotecnica alla produzione. Lo staff di Volver è un mix di culture e il palcoscenico si conferma un luogo di scambio. Mali, Nigeria, Marocco, Tunisia, Sri Lanka, Bangladesh, Isole Mauritius, Iraq, Italia sono i paesi che si incontrano nella fase creativa contaminandosi a partire dalla scena.

Nello spirito aggregativo – tratto distintivo del Progetto Amunì – i quattro giorni, dedicati dal 4 al 7 giugno all’incontro con il pubblico, avranno carattere multidisciplinare: teatro, cinema, musica, laboratori e cibo che aspettano il pubblico allo Spazio Franco per una lunga festa di condivisione.

Al progetto partecipano anche quest’anno diverse realtà palermitane impegnate nel mondo del volontariato e del dialogo tra culture, confermando la partnership intrapresa nel 2017, come: Moltivolti, Cooperazione Senza Frontiere, Per esempioThe Factory e Palermo Youth Center, ma anche il Teatro Biondo di Palermo. E ancora Latitudini, tuttoteatro.comStato Brado, il Comune di Palermo, Palermo Capitale Italiana della Cultura, Regione Siciliana.

A questi si aggiungono nuovi partner che si sentono vicini alla causa: Human Rights Youth Organization, Arci Porco Rosso, Festival delle Letterature Migranti, Incubatrice Crowfunding, ALTRO e Maghweb, mediapartner che rende pubblica, a cadenza settimanale, una “pagina” diario di bordo del laboratorio Amunì.

Gilda Sciortino

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