“Giarabub” di Giana Guaiana chiude il “Festival della Luce”

Giana

Da sinistra: Giana Guaiana e Maria Teresa Coraci

Redazione. Si conclude giovedì 1 agosto con un appuntamento che corre lungo le onde della memoria il “Festival della Luce 2019” di Castelvetrano.

Giarabub. Qui si vince o si muore” è il testo di Giana Guaiana, interpretato da lei stessa e da Maria Teresa Coraci, che andrà in scena dalle 19 alle 20.30 a Palazzo Pavone, ex arena Italia.

Diretto da Enrico Stassi, con la collaborazione tecnica di Gaspare Perricone, lo spettacolo trae le mosse da un carteggio inedito di lettere spedite dal deserto libico alla Valle del Belice e viceversa, tra il capitano Giovanni Perricone, partito volontario per la Libia in periodo fascista e morto a Giarabub, e sua moglie Giacomina Giambalvo.

Attraverso la loro intima microstoria, i due coniugi sono presi a modello del dramma affettivo che la guerra ha provocato e continua a provocare in ogni luogo e in ogni tempo. Si tratta di uno spettacolo in cui, alle lettere struggenti, si alternano dei canti che si addentrano nella trama del racconto epistolare, come se la parola recitata si ricamasse nell’ordito musicale e viceversa. I canti, in dialetto siciliano e in altre lingue del Mediterraneo, sono frutto di una ricerca etnomusicologica. Il costo del biglietto è di 10 euro.

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