Arriva a Segesta l’Anfitrione con Debora Caprioglio e Franco Oppini

anfitrione1.jpgRedazione. Una scenografia essenziale, ma emozionante, e delle musiche intense affidate a  Luciano Francisci. Sono le caratteristiche della nuova proposta teatrale dell’Associazione Culturale “Teatroper” del maestro Fausto Costantini, in coproduzione con SiciliaTeatro, diretta dal maestro Sebastiano Lo Monaco.

Il capolavoro ha un nome noto ai più ed è Anfitrione di Tito Maccio Plauto, che presenta una compagnia d’eccezione e che andrà in scena alle 19.45 di giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 agosto, nello splendido Teatro Antico di Segesta. Lo spettacolo è inserito all’interno del ricco programma del Calatafimi Segesta Festival, diretto da Nicasio Anselmo. Il cast è formato da una bellissima  Debora Caprioglio, che ben si sposa artisticamente sul palco con l’attore Franco Oppini; in più, gode della partecipazione della giovane e sensuale attrice Barbara Bovoli.

Degna di nota è la sapiente regia di Livio Galassi. Al centro della trama Giove che, preso d’amore per Alcmena, ha assunto le sembianze del marito di lei, Anfitrione, mentre costui combatte contro i nemici della patria. Gli dà manforte Mercurio, travestito da Sosia il servo di Anfitrione; egli si prende gioco, al loro ritorno, del servo e del padrone. Anfitrione fa una scenata alla moglie e i due rivali si danno l’un l’altro dell’adultero. Poi, si scopre il tutto:Alcmena dà alla luce due gemelli.

anfitrione4.jpgSul palco, dunque, ad attrarre il pubblico, gli dei dell’Olimpo, per coinvolgerlo con la spudorata beffa che solo una divina perversione può architettare, a danno dell’ignaro Anfitrione di cui Giove ha preso l’aspetto per sostituirsi a lui nel talamo nuziale accanto alla bella Alcmena; protetto, però, dalla sadica complicità di Mercurio che ha assunto le sembianze del servo Sosia.

Plauto dà sfogo alla sua fantasia quando Anfitrione ritorna vittorioso dalla guerra, dando libera uscita al “gioco dei doppi”: al centro della scena gli equivoci, lo smarrimento di identità che conduce a contemporanee alienazioni. La trama si complica, fino al più esilarante, inestricabile parossismo che solo il “deus ex-machina” riuscirà felicemente a sbrogliare. Uno stile elevato ma d’impatto, una trama complessa ma resa con competenza adatta a un pubblico ampio che saprà anche generare la risata, magari anche una riflessione.

I costumi per gli attori sono stati curati da Annalisa Di Piero. L’aiuto regia e l’organizzazione sono di Ludovica Costantini.

 

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