Il presidente della Comunità Islamica di Sicilia con i migranti di Chiaramonte Gulfi

gli operatori e mediatori culturali con l'Imam di Catania

Gli operatori e mediatori culturali con l’Imam di Catania

L’Imam di Catania Kheit Abdelhafid, presidente della comunità islamica di Sicilia, incontra i giovani migranti ospiti della cooperativa “Nostra Signora di Gulfi”.

L’incontro è una delle attività previste dal protocollo d’intesa stipulato nell’aprile scorso tra la Procura ed il Tribunale dei Minorenni di Catania e la Comunità Islamica di Sicilia per «favorire l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati ospitati nelle strutture di accoglienza delle province di Catania, Siracusa, Ragusa».

In un’epoca segnata dal razzismo e da fenomeni di intolleranza, l’incontro di Abdelhafid con i giovani migranti è un segnale controcorrente.

«Abbiamo voluto fortemente questo incontro – spiega il presidente della cooperativa, Gianvito Distefano – perché i nostri ragazzi hanno bisogno di riprendere il contatto con le proprie radici culturali, di avere la possibilità di un discernimento e di approfondire la loro fede  religiosa e, al contempo, dialogare con culture diverse. Ringrazio la Procura e il Tribunale che ci hanno dato questa possibilità, così come  l’Imam Kheit Abdelhafid per la sua disponibilità».

Per i giovani migranti, un incontro importante con chi, da anni, guida la numerosa comunità islamica siciliana. La presidente del consiglio comunale, Alessia Puglisi, ha dato il saluto dell’amministrazione comunale.

L’incontro tra la cooperativa di Chiaramonte, che gestisce alcuni progetti Sprar-Siproimi per minori non accompagnati e per adulti, è nato nel giugno scorso, quando la comunità fu colpita da un lutto: la morte, per un malore, di un immigrato, il senegalese Ndour Samba Kane. Kheit Abdelhafid, venne a Chiaramonte per presiedere il funerale. Il rito, con la Salat al-Janazah (Preghiera del Defunto), si svolse alla presenza delle autorità locali,  del sindaco, Sebastiano Gurrieri, dei rappresentanti della comunità senegalese e della Prefettura.

«Da quel momento – aggiunge Distefano – abbiamo voluto programmare un percorso insieme, perché i nostri giovani, in gran parte musulmani, possano confrontarsi con una figura guida della loro cultura religiosa. L’incontro con l’Imam di Catania è la prima tappa di un percorso che andrà avanti. Noi vogliamo offrire dei momenti di dialogo e di confronto ai nostri giovani e al territorio. Nei prossimi appuntamenti inviteremo anche esponenti di altre chiese e confessioni religiose: con loro, potremo approfondire i temi della pace, della misericordia e della fratellanza umana per favorire una vera cultura dell’accoglienza reciproca».

i giovani migranti con l'Imam di Catania, Kheit Abdelhafid e la torta finaleLa giornata ha avuto tre momenti: Kheit Abdelhafid ha incontrato al mattino i minori non accompagnati, nella sede di contrada San Nicola-Giglia. Poi, il pranzo e l’incontro con gli operatori della cooperativa e i mediatori culturali: un confronto su varie tematiche, ma anche alcuni consigli per affrontare le diverse esigenze di giovani che provengono da culture diverse e che spesso hanno subito traumi indicibili. Subito dopo, l’Imam di Catania ha incontrato i giovani maggiorenni. I temi della fede, ma anche i valori sociali condivisi sono stati tra i temi salienti. Ha partecipato anche il religioso congolese,  Fra’ Ngalamulumé Ngalamulumé Joachim, della Congregazione dei Servi del Figlio di Dio a Ragusa Ibla, mediatore culturale nella comunità. L’incontro si è concluso con un momento di preghiera, guidato dall’Imam.

«È stato un incontro importante – ha detto l’Imam, Kheit Abdelhafid –. Ringrazio Gianvito Distefano per lo straordinario lavoro fatto nella comunità. Per questi giovani non basta garantire solo la casa e il vitto, ma serve anche l’assistenza spirituale che potrà contribuire all’inserimento nel tessuto socio – culturale. Il protocollo d’intesa con la Procura e il Tribunale dei Minorenni ci permette di lavorare per favorire l’integrazione e prevenire fenomeni di radicalizzazione o di violenza».

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