Sostenere il coraggio delle donne afghane. L’appello dell’O.I.V.D.

Forte, da parte di molti, l’apprensione di questi giorni per il popolo afghano, ma ancora più in particolare per le donne, primo bersaglio dei fanatismi politici e religiosi, terrorizzate dal regime di schiavitù che si prospetta per loro.

Un allarme lanciato nello specifico dall’Osservatorio interreligioso  sulle violenze contro le donne (O.I.V.D.), i cui componenti – uomini e donne indistintamente –  ricordano che “in ogni avventura armata, come quella dell’intervento internazionale in Afghanistan, per avere consenso si strumentalizzanio i diritti delle donne facendoli passare come motivazione del proprio operato”.

«Così, da decenni – sui legge in un documento dell’O.I.V.D., facendo proprio e appoggiando il comunicato di “Noi Rete Donne”- assistiamo a una guerra infinita che ha aperto la strada a vessazioni, stupri, morte. In queste ore apprendiamo il diffondersi di crimini e aggressioni ai danni delle donne, il rapimento di quelle nubili, la ricerca casa per casa e, in particolare, l’accanimento contro giornaliste, avvocate o attiiste che si erano impegnate nella società civile per la parità di genere».

Per l’Osservatorio, in questo momento, va considerato un atto politico sostenere la resistenza e il coraggio delle donne afghane, tutte sicuro bersaglio della guerra dei talebani, espressione di un patriarcato dai mille volti che non si puà smettere di smascherare.

«Sappiamo che si dovrebbe partire da lontano e agire con altre modalità – si legge ancora nel documento – adottando uno stile inclusivo e rispettoso nelle relazioni e nella politica. Ora, però, bisogna cercare di aiutare soprattutto chi è in pericolo e sostenere quelle parti politiche in gioco per le quali la salvaguardia delle donne deve rappresentare il primo punto da mettere in agenda».

L’Osservatorio si unisce, quindi, alla richiesta di corridoi umanirari e di ogni altra iniziativa atta a mettere in sicurezza vite umane.

«Ovviamente, siamo disponibili a  collaborare, per quanto nelle nostre possibilità, con le associazioni e le reti di donne che da anni operano con e per le donne afghane, in Italia e in Afghanistan, per la dignità e la libertà delle donne».

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