I ritardi e le inefficienze della burocrazia in Sicilia penalizzano le imprese: parla Giovanni Damigella

La polemica sui ritardi delle autorizzazioni della commissione Via-Vas nell’isola. L’imprenditore di Chiaramonte Gulfi contro la deputata 5 Stelle Valentina Palmieri: “Le sue accuse sono inaccettabili. Dovrebbe dimettersi”. Servono  centrali nucleari e inceneritori per garantire la produzione dell’energia elettrica, che oggi l’Italia importa dall’estero.

«Gli industriali siciliani operano nella legalità, pur in una situazione di un’isola di grande difficoltà, dove la burocrazia e l’inefficienza rendono tutto più difficile. Chi accusa gli industriali e gli imprenditori siciliani in modo indegno dovrebbe chiedere scusa e soprattutto dovrebbe lasciare la carica che ricopre, dovrebbe dimettersi»: parla l’industriale di Chiaramonte Gulfi, Giovanni Leonardo Damigella, con la sua azienda, la Mondial Granit, ai vertici nella produzione e nella lavorazione dei marmi in Europa.

Damigella interviene nel dibattito che, alla vigilia di Natale, si è acceso attorno ai ritardi della commissione Via-Vas. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, aveva lamentato la lentezza nell’espletamento delle pratiche. Le autorizzazioni richieste dalle imprese al comitato tecnico scientifico si scontrano spesso con i tempi lunghi della burocrazia. Tutto questo blocca lo sviluppo delle imprese che in Sicilia vorrebbero investire, ma trovano la strada sbarrata e mille difficoltà e ritardi.

Gli industriali siciliani erano finiti nell’occhio del ciclone allorché la parlamentare del movimento 5 Stelle, Valentina Palmieri, aveva attaccato duramente l’organizzazione datoriale definendola «la stessa Confindustria che per anni ha governato nell’ombra la Sicilia con il “sistema Montante”»

Damigella reagisce con forza: «Le parole di Valentina Palmieri ci offendono e sono una mistificazione della realtà. Montante non ha nulla a che vedere con il sistema delle imprese siciliane, quelle vere e quelle sane, che lottano ogni giorno per sopravvivere in condizioni difficilisssime. Questi sono semmai i bubboni che nascono dal rapporto con la politica. Sono vicende gravissime, su cui la magistratura si è già espressa con sentenze ed altre sono attese. Ma il “sistema Montante” non ha nulla a che vedere con il mondo degli industriali siciliani. Montante, che non è mai stato un industriale, ha assunto quel ruolo grazie alla politica, alla “mala politica”. È stato nominato anche Cavaliere del Lavoro: una onorificenza che , ovviamente, è stata voluta dagli apparati».

Damigella difende il mondo imprenditoriale siciliano. «Un’impresa che opera in Sicilia vive difficoltà enormi. In altre regioni d’Italia, come nel Nord Est, le imprese sono sostenute e agevolate, le pratiche e gli adempimenti si svolgono in modo rapido ed efficiente. Qui in Sicilia manca tutto e le imprese soffrono: mancano le infrastrutture, spesso la rete elettrica o la copertura internet sono precarie. Nella mia azienda, la Mondial Granit, abbiamo subito per una settimana l’interruzione della rete hi-fi, con danni enormi per il nostro lavoro che è interamente computerizzato. Le imprese non possono usufruire di servizi veri ed efficienti. Lavoriamo e otteniamo risultati, garantendo il lavoro ed il reddito di migliaia di famiglie, nonostante le difficoltà enormi. La provincia di Ragusa è la quarta in Sicilia per volume d’affari relativo all’export e, considerando che è una provincia di appena 320.000 abitanti, supera di gran lunga le altre e soprattutto le città più grandi. Nel secondo trimestre 2021 la provincia di ragusa ha esportato per uno totale di 244.819.464 euro. La Mondial Granit, da sola, rappresenta, da sola, il 21 per cento dell’Export del territorio ibleo. Queste sono le imprese che attacca, in maniera indebita, l’onorevole Palmieri! imprese sane e che pòroducono ricchezza per il territorio. Chi fa impresa, come me, lavora dalle 5 del mattino senza sosta. E lo fa nel rispetto assoluto delle normative. Nella mia azienda, da 15 anni, non si verifica nessun incidente sul lavoro, neppure lieve. Investiamo sulla sicurezza e siamo orgogliosi di farlo. Questo è possibile perché il sistema di lavorazione è interamente computerizzato e, in molte mansioni, il robot sostituisce l’uomo. Ma operiamo in un sistema di burocrazia, qual è quello siciliano, che non ci aiuta, non ci sostiene e troppo spesso ci ostacola con l’inefficienza e la lentezza. Chi ci attacca in maniera così plateale, dovrebbe lasciare il posto che occupa, dovrebbe dimettersi. La Sicilia e gli industriali siciliani vogliono lasciarsi alle spalle queste gestioni inefficienti che penalizzano e bloccano l’economia. La Sicilia e le industrie siciliane meritano di meglio».

Secondo Damigella, a segnare il gap dello sviluppo in Sicilia sono anche le battaglie che hanno impedito, fino ad oggi, la creazione delle centrali nucleari e degli inceneritori di nuova generazione. «Oggi siamo costretti a importare energia elettrica. La Francia, che ha creato le centrali nucleari ai piedi delle Alpi, ai nostri confini, è uno dei nostri maggiori fornitori. Noi non siamo autosufficienti da un punto di vista energetico. Non abbiamo centrali nucleari e inceneritori perché un falso ambientalismo ha creato ostacoli inutili perché oggi la nuova tecnologia garantisce la massima sicurezza di questi impianti. Chi combatte per impedire la creazione delle centrali nucleari vuole farci ritornare alle candele o al braciere dei nostri nonni!».

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